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Di vento

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Sono giorni di vento forte. Almeno portasse via. Invece sconquassa, scatena, sbatacchia. Sembra debba stanare qualcosa che non riesce a trovare. Io il vento forte proprio non lo sopporto. Però, se penso che possa pulire l’aria posso sopportarlo meglio.
Ci sono notti di vento forte che quando arriva mattina resteresti a letto. Manderesti un messaggio al mondo. Diresti che ti ha portata via. Il vento. Ci sono giorni di vento forte che agitano, agitano e tutto diventa vento. Le persone, i sorrisi, gli abbracci, gli sguardi. Carte da gioco sparse per l’aria, calici colmi rovesciati a terra, parole diventate un ululato.
Allora speri soltanto che questo vento almeno ripulisca l’aria, secchi, asciughi e lasci solo il buono.
Rido ancora ripensando a quando abbiamo detto: “però, mica tira poi così forte. Come si faceva a restare in casa con questo sole!” E poi alle Nevaine il vento ci ha chiuso la bocca per bene. Ognuno solo con se stesso. A fatica un cenno di saluto verso i pochi temerari che abbiamo incontrato lungo il sentiero. Vento così forte che ci spostava. Pezzetti di neve ghiacciata che ci buttava addosso come fosse una sassaiola contro la quale non potevamo reagire ma soltanto aspettare che fosse passata. Però, c’è stato un momento che avrei voluto filmare con gli occhi. Un momento nel quale mi sono messa con le spalle al vento e davanti a me ho visto i faggi ormai spogli ondeggiare sinuosi e il sole illuminare la neve alzata che si muoveva nell’aria come fosse polvere d’argento. Ecco, quell’attimo di bellezza me lo ricorderò a lungo. Forse più del freddo e del vento che abbiamo patito prima di arrivare al rifugio. Sole, neve, vento. Tanto vento. Tante domande.
“The answer my friend is blowin’ in the wind…” cantava il vecchio Bob. Dimmi, ti prego, che non cantava da solo.

Chiuso per inventario

Penitenza

” Dire, fare, baciare…”
ho già dato oltre misura
” lettera…” il cestino trabocca
” testamento…”
rimando la stesura
a tempi non sospetti.

Effetti collaterali

Mezz’etto di consolazione, magra
così per foraggiare la cura.
Oggi che non distinguo
il ramarro dalla foglia
niente è più estenuante
di quest’interminabile respirazione
bocca a bocca.

Pausa mistica al Caffè de la Paix

Passatempi

Bevono parole rotolate a forza
nel bicchiere stracolmo di idee
mai agite, mai sopite.
Strisce consunte agitano il domani
cercando di ingannare una vita
trascorsa mai al di là del banco.

Offro io

Posso vederlo quel giorno
stretto nelle tue mani
Il calore disperdersi nella tua bocca
la mente piegarsi indietro
a cercarne il motivo.

Invisibile profumo oltre la distanza
perso
nel bianco accogliente di una nicchia.

Ne parleremo di fronte a un caffè -dicesti-
e fu chiaro che tra noi
si smarrì una rondine.

Libro cassa

Solo due gatti spezzano l’aria.
Spengo l’insegna e tiro il bandone
poi tutti a casa.
Ci vuole grazia a far tornare i conti
quando la notte stinge lo scontrino.