“…La matematica non sarà mai il mio mestieeere…”

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Anche la matematica ha un’anima nascosta tra i numeri. Non ci credete? Va bene. Ripassiamo le quattro operazioni.
Addizione: Di solito è quella più facile. Si può fare anche a mente. Io più te, uguale: noi. Un risultato diverso da entrambi, a meno che uno dei due non valga zero. Io sono stata fortunata perché zero finora non l’ho mai incontrato. L’addizione mi è simpatica perché aggiunge, porta qualcosa di nuovo, qualcosa in più che spinge a conoscere. Forse per qualcuno quel “più” tra due numeri sembra una croce. A me no. Ed è bello poter pensare di mettere tanti più in fila per dare un unico risultato. E poi, riporti, riporti, riporti. Io vorrei che il riporto fosse sempre fatto di gioia, di cose nuove, di cose belle. Magari contandolo sulle dita della mano, o quando si è bravi tenendolo a mente, perché scriverlo in alto si fa solo da bimbi quando si crede alle favole ma poi si smette.
Sottrazione: Quando ho incontrato persone sottrazione me ne sono accorta solo alla fine. Quando il resto è stato un numero vicino allo zero. Quando prestavi, prestavi, prestavi… Prestavi tempo, parole, attenzioni, ma i conti non tornavano. La sottrazione toglie. Toglie energia, piacere, sorrisi. Anche se a volte, giustamente, toglie marciume e false speranze. Nei problemi c’è sempre una mamma che rompe le uova, uccelli che volano via, caramelle mangiate e fiori appassiti. Quanti ne restano? E’ la domanda finale. A volte dopo una sottrazione rimane solo una gran carneficina.
Moltiplicazione: Bisogna saperle bene a memoria. Le tabelline. Altrimenti le moltiplicazioni non le fai. Allora, gara di tabelline, tombola di tabelline, tabelline canterine. Allenarsi, allenarsi, allenarsi. Con il “per” si arriva subito ai grandi numeri. Ha un che di miracoloso, di abbondanza. Ci vuole dimestichezza con le moltiplicazioni. Tutto prolifica rapidamente. Nel bene e nel male. Un’accelerazione prima quarta in pochi secondi. Con il per non ci si sbaglia: si vola sulla luna. Ma solo se si sanno bene le tabelline.
Divisione: Scoglio di molti studenti che s’incastrano tra i due puntini come una trota obesa. Eppure dividere aiuta, conforta, fa sentire meno soli. A volte però dividere è sinonimo di separare e le separazioni non sono mai indolori. “Ne vuoi metà?” Con la gomma Brooklyn in mano, piatta e lunga che si divideva facilmente. “Incontriamoci a metà strada”. “Paghiamo a mezzo”. A metà c’è sempre un incontro. Un incontro vero. Le divisioni sono difficili e impegnative ma una volta imparate danno tanta soddisfazione.

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52 thoughts on ““…La matematica non sarà mai il mio mestieeere…”

  1. La matematica la mia bestia nera (come la grammatica la geometria la geografia ecc ecc ) scherzi a parte avrei voluto una maestra come te perché se tu ci vedi tutto quello che hai scritto io avrei amato la matematica…

  2. Che bello, Sandra!
    La matematica raccontata da te piace persino a me che detesto i numeri, ma queste operazioni sono bellissime!
    E sì, quanto sono fortunati i tuoi scolari!
    Un abbraccio!

  3. Io proprio sono una schiappa in matematica, però dopo aver letto questo post ho qualcosa di più… dunque ho sommato? se è molto di più ho moltiplicato?… Chissà, comunque bellissimo!

  4. Sai Penna, ormai ti leggo da un po’, però penso che questo sia il post più bello che abbia letto da te. Mi piace veramente tanto. Un po’ filstrocca, un po’ favola un po’ vita.
    Io comunque litigo sempre con le divisioni a due o tre cifre…non c’è verso di farmele entrare in mente. Però d’altronde sono un gatto, mica una volpe.

  5. Cara Sandra ti confesso che la matematca non mi ha mai travolto con la sua passione. Ricordo peró forse una delle prof migliori del mio cammino; quella di matematica, Precisa come un operazione ma brillante ed ironica in quella sua umanità spigolosa e rigida.
    Peró quante gomme di quelle verdi ho (con)diviso a metà…

  6. A me la matematica è sempre piaciuta, anche quando ho incontrato brutti mostri come i logaritmi e la trigonometria, per non parlare poi degli integrali: basta mantenere la calma, se uno sa bene le tabelline si affronta tutto :-) E così anche dopo la scuola ho continuato a dare i numeri… Complimenti per il tuo bellissimo post!

  7. Rendi tutto così piacevole: che grande filosofa che sei, Sandra!
    Io ho sempre litigato con la matematica e mio padre mi ripeteva che “eppure…hai una mentalità decisamente matematica!” Bah, misteri della vita
    Grazie di avermi dato questa lettura di una materia che ritengo altro da me, così invece mi piace assai. Buon fine settimana
    Susanna

  8. Fantastica…in più il titolo è stato il mio mantra di fronte ad una carneficina di 4 meno meno meno che mi hanno accompagnata per tutto l’ultimo anno del liceo, e durante il primo di università quando, convinta che scegliendo lettere e filosofia non avrei più dovuto fronteggiare la terribile bestia, invece eccola lì: microeconomia, macroeconomia, statistica etc etc. Concordo con chi dice che sei una grande insegnante, pur non conoscendoti, ma non c’è arma più potente e contagiosa dell’entusiasmo!

  9. Non che capiti spesso, ma che soddisfazione quanto tornano i conti!
    Sei fantastica, riesci a rendere umana anche una cosa asettica ed impersonale come la matematica :) e quel quaderno…è una delizia immaginare la manina che ha disegnato i decori sul bordo e scritto con cura i numeri dentro ai quadretti…

  10. credo proprio di si devo dirlo a mio marito credo che sosterrà questa tua sffermazione dato poi che lui è un contabile mancato, credo che se avesse continuato gli atudi all’epoca ora lo sarebbe davvero qui c’è un sole spendido e ora approfitterò per fare una passeggiata a presto

  11. Il Bianconiglio avrebbe bisogno di infilarsi in un tronco tiepido, magari coperto di neve che fa più cuccia, e rosicchiando una carota fresca, dissetarsi con le tue parole. In mancanza di questo si limiterebbe a saltellare agitando la sveglia e guardare ansioso a destra e a sinistra chiedendosi perché da piccolo non è capitato in classe tua. Poi forse un picchio gli farebbe notare che la sua sveglia non ticchetta più. Allora lui potrebbe fermarsi, grazia alla magia che ha sospeso il tempo, e rispondere al tuo post. Potrebbe dirti che quando si leggono con questa chiarezza le note dissimulate fra le righe del contratto che firmiamo ogni giorno si ha qualcosa di utile nello zaino. Sono un paio di scarpe comode che puoi mettere quando le tue sono fradicie e credimi, con gli acquazzoni che ci toccano fra un anno e l’altro… è una bella ricchezza!

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