Di treni che volano sulle rotaie

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Era lì. Come fosse normale. E difatti, vedere un treno in stazione non ha niente di strano. Ma vederci lui, sì. Elegante e sinuoso nel suo blu notte che metteva in risalto le scritte in oro: “ sleeping car”, “Express Europeen”. Appena l’ho visto sono corsa avanti e indietro per riempire gli occhi di ogni dettaglio. Sbirciare dal finestrino l’interno delle carrozze, la tappezzeria, gli arredi in legno, quel piccolo paralume messo accanto al finestrino a fare compagnia, ad illuminare un piccola nicchia di bellezza.
Fare un viaggio sull’ Orient Express è sempre stato un mio sogno. L’avevo scritto perfino nel mio diario di bambina sotto la voce ”sogni”, insieme a: “comprarmi un camper” e “fare la maestra”. Quest’ultimo soppiantato a dieci anni (quando alla Prima Comunione chiesi in regalo una bellissima macchina da scrivere Olivetti 64 ), da: “fare la giornalista”. Ma questa è un’altra storia. Un altro post.
Non è facile scrivere un post che parli di sogni. Si rischia di renderlo pesante, di affossarlo nei periodi ipotetici, di sommergerlo di condizionali che risultano indigesti dopo le prime tre righe. Però, quando un sogno l’hai davanti, la penna può volare e osare l’infinito. Infinito presente, s’intende.
Venezia – Istanbul: sei giorni, cinque notti. Sei giorni a leggere libri, chiacchierare, guardare in silenzio il paesaggio che cambia lentamente fuori dal finestrino. Sei giorni di risate, perché quelle non mancheranno di sicuro e di giochi. Sei giorni a prendersi la mano. Così, per un attimo. All’improvviso. Cinque notti. Cinque notti con il rumore delle rotaie a fare compagnia. Addormentarsi dentro quell’atavico cullare che rasserena. Cinque notti a sfiorarsi per sentire il contatto. Cinque notti a fare l’amore ma piano, in silenzio, come quando eravamo in camera mia e solo un muro sottile la divideva da quella dei miei genitori.
Cinque notti a sognare che l’indomani spunti ancora il sole. Per ricordarmi che c’è. Anche quando piove. Anche quando ci sono le nuvole. Anche quando i sogni sembrano svanire.

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61 thoughts on “Di treni che volano sulle rotaie

  1. Pure tu l’hai visto a Firenze? Io sono scesa dal mio treno e me lo sono ritrovata davanti in stazione, non ci volevo credere. Anche io da piccola sognavo di fare quel viaggio, una volta, da piccola, quando ero in vacanza ad Istanbul, mio padre mi c’ha fatto salire per vederlo dall’interno, peccato che non mi ricordi nulla, avrò avuto 5 o 6 anni al massimo… Chissà, magari un giorno il nostro piccolo sogno diventerà realtà!

  2. penna scrivilo quel post, che noi apparteniamo all’ultima generazione che ha battuto i tasti della lettera 22 quando ancora non era un oggetto vintage da tenere nella libreria e non esisteva alcuna alternativa fatta di microchip. glielo dobbiamo.

  3. Ma Firenze non è un po’ fuori rotta? Ai tempi di Agatha Christie il treno passava un po’ più a Nord. Anch’io leggerei con piacere quell’altro post (visto che una vecchia Olivetti devo ancora averla da qualche parte).

    • Sai che me lo farei volentieri un giro in Orient-Express, anche con i giapponesi? Poi magari ci scriverei su un bel racconto d’epoca, anche se di solito preferisco ambientazioni più moderne.

  4. Sai cosa mi piace? a parte l’idea di viaggiare sull’ Orient Express che poi è una questione soggettiva, è questo tuo desiderio di sognare e di fantasticarci sopra, di assaporarne le emozioni , di immaginare e idealizzare e chi non sogna si sa… è perduto… bello.

  5. E’ questo post ad essere un sogno, perché quando un sogno te lo trovi davanti poi le parole diventano anche più emozionanti e vere.
    Bellissimo, brava tu, sempre!
    Dovresti farlo questo viaggio!
    Un abbraccio!

  6. io credo che il tuo sogno ti ha fatto capolino per ricordarti che era li, ma io ho una teoria , che nauralmente riguarda me, i sogni per rimanere belli non si devino mai realizzare!!! Quindi Sandrina spero che il tuo viaggi sull’ Orient Express tu un giorno lo realizzi …

  7. Se ci credi davvero i sogni va a finire che si avverano, diceva qualcuno che non ricordo. E a questo punto piacerebbe anche a me leggere quel post sulla macchina da scrivere, può darsi che desiderandolo poi si avvera. :)

  8. Puoi non credermi, lo stesso sogno. Il treno, quel treno, un viaggio di nozze mai fatto (né viaggio né nozze). Come lo hai detto tu.

  9. Quel treno è quasi una metafora, il viaggio che è vacanza, il tempo che si dilata, quando viaggiare non era impresa da poco. E tanto cinema che ha colonizzato l’immaginazione di tutti…

  10. Io l’ho guidato una volta, fine anni ’80, nella tratta Milano-Venezia. Ricordo che il responsabile del treno ci raccomandò che nelle frenate fossimo particolarmente “dolci” per non danneggiare piatti, bicchieri ed altro. Ricordo che la maggior parte dei viaggiatori erano giapponesi. Bei tempi, bei ricordi. Ciao

  11. Sognare…si può. Si deve. Complimenti per la tua tenacia e determinazione sin da bimba. Si vede subito quando c’è “la stoffa”
    Un abbraccio Susanna

  12. Ma lo sai che anch’io fin da piccola sognavo di fare l’insegnante (non proprio la maestra ma questo è un dettaglio) e poi, durante l’adolescenza, mi era venbuto il ghiribizzo di fare la giornalista?
    Non è un caso se entrambe siamo qui a scrivere sui blog. :)
    Un viaggio sull’Orient Express è anche il mio sogno, solo che vorrei viaggiare nel tempo e tornare ai tempi in cui è ambientato il famoso giallo della Christie. Un’atmosfera magica.

    Buona giornata.

  13. E facciamoli volare anche questi sogni! si vive di presente, di emozioni e di sogni…e non aver timore di scriverne, è il primo passo per realizzarli ^______^
    p.s. adoro il viaggiare in treno…

  14. è una cosa strana, non so se succede anche a te: non amo particolarmente viaggiare in treno, dopo un po’ mi annoio, mi stufo a leggere, non mi va di conversare, sonnecchio instupidendo…eppure anch’io ho avuto sempre il sogno di un viaggio, lungo, interminabile, in treno, a scelta la transsiberiana o la transcanadese. e immagino ore fitte di interessi, letture, sguardi, incanti…e quella sensazione di immergersi progressivamente in un altrove sempre più distante dalla realtà abituale. Una bella contraddizione, non trovi?
    ciao, piaciuto assai
    ml

  15. Belli i tuoi sogni! Ne abbiamo in comune uno, quello da giornalista.

    Efficace, asciutta, angolazione fra l’incanto e il disincanto: eccoti qua! Ti ritrovo con la capacità scrittoria che tanto mi piaceva. Ora più matura: super!
    Ne sono felice. 😊

  16. Io non sono stata mai sull’Orient Express, ma in prima liceo classico andammo da torino a mosca e leningrado in treno. Tre giorni andare, tre a tornare, in totale 12 giorni di gita. Fu il nostro Orient Express, in un certo senso, una crociera sui binari. Bacione!

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