Piano piano

fari

Sono tornata a casa così. Guidando piano, piano, senza fretta. Senza accendere la radio, mettere un cd e nemmeno pensare, forse. Solo quel viaggio lento che rispecchiava la pace che c’era dentro di me. E’ tardi. Potrei dire tardissimo pensando all’ora su cui è puntata la sveglia per domattina. Notte fonda per dirla in due parole se non ci fosse quella luna piena in cielo a rendere visibile ogni cosa. Non incontro nessuno. Nessun automobilista, dico. Perché percorrendo una strada di cinque chilometri nel bosco qualcuno incontro sempre. Stanotte è la volta di una volpe. Mi attraversa la strada all’improvviso ma io, dato la minima velocità, nemmeno freno. Faccio in tempo a vederla mentre con la coda dritta parallela alla strada, entra nel bosco velocissima. Incontrare una volpe mi regala sempre un sorriso. Anche cerbiatti, cervi, cinghiali, istrici, tassi lo fanno, ma la volpe più di tutti.
Guidare così è un po’ come quando vado a camminare. Quando sai che c’è una mèta ma il piacere è già nel viaggio. Quando senti il terreno sotto i piedi che ti sostiene e l’aria è leggera e non ti affanna il respiro. Sembra quasi che tu sia immobile mentre non lo sei. Sei in pace. Forse è solo uno stato di grazia da godersi in silenzio. Forse devo ringraziare qualcuno. Forse è l’aria di questa notte che non nasconde i suoi misteri e m’invita a viverli. Non lo so. Potrei guidare così per ore. Io che non amo farlo. Guidare piano, piano, senza fretta di arrivare. Guidare con il sorriso sulle labbra. Per rimanere tutt’uno con questa magia e viverla fin che ce n’è.

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53 thoughts on “Piano piano

  1. I tassi sono strepitosi con quella loro andatura ondeggiante e tanto buffa…trasmetti emozioni che conosco bene e lo fai con una semplicitá e una naturalezza che ti ammiro…un sorriso grande cara…

  2. Il bello dei tuoi scritti è che crei subito un’atmosfera in cui ci si ritrova e ci si sente a casa, immersi nel ricordo di una sensazione che è anche un po’ nostra. E poi mi piacciono tanto il tuo garbo deciso e la tua positività.
    Le volpi, quelle, sono solo tue…;) io ne viste due piccole una volta sola ma ero in trasferta, qui niente cerbiatti, ricci e non parliamo dei tassi che non sono nemmeno sicura di saper riconoscere. Un abbraccio

    • Quello che mi dici mi fa molto piacere. Cioè, saper che le mie parole riescono a creare un’atmosfera, uno stato d’animo. In fondo, in questo post più che i fatti in sé, volevo trasmettere una sensazione. ciao Viv!

  3. Che suggestione :)))
    E’ una sensazione che conosco anch’io, per fortuna: percorrendo di notte la strada che porta alla casetta di campagna dei miei suoceri con i figli bambini ho spesso avuto incontri con volpi – poco più di un guizzo di colore appena percepito dagli occhi – ma ricordo con viva impressione la volta in cui sbucò davanti ai nostri fari un istrice che, spaventatissimo, si mise a correre in mezzo alla strada per un bel pezzetto ondeggiando vigorosamente il posteriore; e la notte mistica in cui mi si parò davanti alla macchina un enorme cinghiale, bianco alla luce della luna, che mi guardò con occhi umani e poi si inoltrò, alieno e altero, nella boscaglia :)

  4. Se volevi creare emozione ci sei riuscita. In pieno. Anche se volevi suscitare un po’ di sana invidia. Per la volpe furtiva e perché vorrei saper descrivere le mie sensazioni come fai te.

  5. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 27.09.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro

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