Primo giorno di scuola

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Arrivano alla spicciolata. Scortati da una, spesso due, colonne umane che incoraggiano, danno sicurezza e protezione. Arrivano ondeggiando. Sommersi dai loro zaini troppo grandi, troppo pieni, troppo griffati, ma ancora sufficientemente colorati. Qualcuno sorride curioso, qualcuno sorride nervoso, qualcuno proprio non riesce a trattenere le lacrime di fronte al mistero del nuovo che sta incontrando. L’aria è densa di emozione. La sento. La sento e ne divento parte. Succede sempre così quando ho davanti la personificazione umana del cartello che ho sulla porta: Classe I. C’è un attimo, un attimo preciso, nel quale si confondono ruoli e aspettative. C’è un attimo nel quale mi riconosco in loro perché siamo tutti più o meno fragili di fronte alle cose sconosciute. Eppure il nuovo porta in sé il germe sano della vitalità, della forza e del coraggio. Porta in sé quell’energia vivificante che smuove e contagia positivamente quello che già c’è. Dà voglia di fare perché ci ricorda come eravamo noi all’inizio, quando in qualsiasi cosa muovevamo i primi passi. Eppure il nuovo nella sua esuberanza va protetto, va curato con premura, va alimentato con dedizione perché è sensibile a qualsiasi ventata. Non ha la sicurezza del prima e nemmeno la padronanza delle cose. Vive nel presente.
E noi così, a guardarsi negli occhi. Per cogliere sfumature che vanno oltre le parole. Per capire se quel sorriso rimarrà a lungo così luminoso e contagioso e non solo nelle foto che qualcuno inevitabilmente ha scattato per immortalare l’evento. E noi così. Per dare un contorno al nuovo che piano, piano, prende forma.

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68 thoughts on “Primo giorno di scuola

  1. Che bella!
    Un bellissimo ricordo…
    Spero che questi…tutti i bambini conservino la gioia e l’emozione di questo primo giorno per gli anni avvenire.
    In bocca a lupo!

    Bel post pieno di emozioni
    Grazie
    Buon domani
    .marta

  2. Ma certo che sei tu, deliziosa e per niente sgomenta, anzi, determinatissima :)
    Che bel post, davvero, è vivo, trasmette proprio ogni sensazione. Mi sembra di aver vissuto con te questo primo giorno: quel “l’aria è densa di emozione” , di cui io ho fatto esperienza come mamma, io lo capisco appieno, me lo ritrovo nel ripostiglio della mia anima ancora in utilizzabile, in buono stato, e anch’io mi emoziono, di nuovo :)

  3. Sai qual é la cosa bella?
    Avevi un sorriso allora, hai un sorriso oggi.
    Questo vale molto.
    Un abbraccio enorme

    Ps.
    Vorrei che i miei figli ti avessero davanti alla cattedra.
    Ma temo che poi me li restituiresti al primo giorno!

  4. Dolce e furbetta ;) che tenerezza le foto del primo giorno di scuola. Lo ricordo ancora…l’attesa nel grande cortile mentre chiamavano le classi e per la prima volta scoprivi tuoi compagni di avventura cercando di scrutare tra i volti sconosciuti quella che sarebbe diventata la tua amica speciale. La paura di perdersi in una scuola troppo grande e di non ritrovare la propria classe. E la maestra che resta un ricordo indelebile di grande affetto. Buon anno a te e i tuoi scolari!

  5. Sì sì sei tu! :-)
    Che bella che eri e che bella che sei!
    E il tuo sorriso, come allora, trasmette gioia, accoglienza, dolcezza.
    Come ha detto Mr. Incredible, è bellissimo che tu abbia mantenuto il tuo sorriso (io credo molto all’importanza del sorriso), che si è aperto e da timido e tenero è diventato anche luminoso e aperto.

    Buon inizio scuola cara PB, fortunati i tuoi bambini,
    magari tutti gli insegnanti fossero come Te (non è casuale la maiuscola)!

  6. Passerà il tempo, diventeremo sempre più tecnologici, ma le emozioni contrastanti e forti del primo giorno di scuola non mancheranno mai. Ci sono tutte insieme la novità, le conoscenze, “l’abbandono”, la solitudine e la moltitudine insieme, i banchetti, la voce di quella maestra che ci accompagnerà nella vita per un po’ e poi l’odore dei pastelli nuovi, l’unica volta in cui tutti temperati e tutti allineati che quasi ci dispiaceva di sfilare dall’astuccio per iniziare a colorare. In bocca al lupo maestra..
    PS mi sa che questi bimbetti sono stati fortunati a finire nella tua classe!

      • bè…. quando andavo a scuola, lei aveva fatto i conti per non avermi in classe, o meglio aveva fatto i conti già ocn mio fratello e, essendo nata 5 anni dopo, ha “saltato” pure me… però un anno mi ha fatto religione! e ovviamente la chiamavo mamma… >_>
        Poi crescendo ho iniziato a sorbirmi la fase “orari”… e credimi, quella è la parte peggiore perché parla a ruota di come cercano di incastrare tutti gli insegnanti per fare un orario decente, e lì mi gira la testa :P
        poi vabbè, dà alquanto fastidio quando c’è l’elemento di turno che se l’abbraccia grrrrr! sono pur sempre la figlia e sono gelosa della mami U_U

  7. penso a quanto sia stata importante per me la figura della maestra e come il suo ricordo mi accompagni ancora oggi. hai una grande responsabilità e un grande onore, e loro sono alunni fortunati perchè tu hai un cuore che sorride

  8. E si, è innegabile come quel primo giorno segni tutta la nostra storia di bimbi, ragazzi e giovani studenti ma soprattutto uomini e donne. Sono sensazioni che rimangono in noi, miste al vocio, a qualche lacrimuccia, agli odori e colori di quel momento, alla certezza che si stia compiendo qualcosa che ci muterà dentro, comunque.
    Buon lavoro Penna bianca. Hai una missione unica ed importantissima da compiere, ma i tuoi alunni sono fortunati ;)
    Susanna

    PS: anche io ti dico che il tuo sorriso e lo sguardo dolce e profondo sono immutati!

  9. E anche io ti ho riconosciuta subita, Sandra con il grembiulino e Sandra grande hanno lo stesso sorriso.
    Questo post sul primo giorno di scuola è di una dolcezza infinita, e ha ragione Susanna, i bimbi che hanno te come insegnante sono davvero fortunati!
    Un bacione!

  10. I miei primi giorni di scuola non me li ricordo. Sono troppo vecchio. Ricordo, invece, quelli dei miei tre figli. Le due femmine in genere ridevano. Il maschio qualche lacrimuccia, all’inizio, l’ha versata. Poi è sempre stata una festa.
    Nicola

  11. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 12.09.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  12. Mi hai fatto venir voglia di tornar piccina in prima elementare…
    Che belle emozioni trasmetti e che maestra speciale devi essere, chissà questi primi giorni a conoscervi come sono stati…
    Mille sorrisi cara maestra Sandra…

  13. Carissima Sandra, ho letto con emozione quello che hai scritto: che bello e vero! Dunque tu hai una prima…e io la quinta, due parentesi che racchiudono un tempo fondativo nella vita di ognuno. Bellissima la tua foto e riconoscibile tu, soprattutto in quegli occhi, che sono rimasti così grandi, pieni di luce e con un po’ di struggimento. Di me ti parlerò più avanti: sono qui, dedita alla mamma mia, che ha di colpo l’età in cui non si può più stare soli. Vi abbraccio tutti glo

  14. Non sei cambiata! No.
    Da bimba avevi, forse, più timidezza.
    Il tuo sorriso era meno aperto, come trattenuto.
    Un mio sorriso alla piccola e alla grande penna bianca.
    gb

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