Oltre le parole

incontro

Cerchi una penna per scrivermi una dedica sul tuo libro ma trovi un lapis. Dici che è perfetto. Lo preferisci. E trovo che questo dica tutto. E ripensandoci anch’io credo che sia perfetto e dica tutto. C’è la morbidezza dell’incontro senza il bisogno di imprimerlo, la fiducia nell’altro (basterebbe una gomma per tirarla via), c’è il rispetto per il libro. Ognuno ha portato qualcosa e mi riempite di regali. Spero che il galateo mi esoneri da ricambiarli perché sono la padrona di casa, ma sono a mani vuote e mi sento un po’ a disagio. Ho tante idee però, anche se il tempo è poco e il sole non sempre ci assiste. Aspettarsi. Mi chiedevo. Non facciamoci aspettative che queste fregano. Questo mi dice sempre la mia adorata faccia davanti allo specchio. E così vi vengo incontro e sarà quello che sarà. D’altra parte ci vuole coraggio e non solo a venir fin quassù ma soprattutto, ad abbandonare scudi e paraventi fatti di parole. Anche solo tende. A togliere gli occhiali scuri. A rompere la consuetudine sicura di conoscerci solo attraverso di esse. Tante ore per arrivare fin qui e vi capisco oltre che coraggiosi siete stati anche temerari. E poi qui c’è solo verde e se a qualcuno il verde proprio non piace come colore, siamo messi male. Ma la montagna è così. Qualcuno dice bellissima, qualcuno un mortorio, non ci vivrei mai. Non immaginiamoci niente. Davvero. Le parole sono altro, sono oltre i nostri nick, sono il filo intrecciato che vi ha portato fino a qui. Ma guardandosi negli occhi il gioco è andato avanti. Un pezzo di salita l’avete comunque fatta anche con le ballerine raso terra. E qualcosa resta. A me sembra tanto. Per me è tanto e vi ringrazio. Anch’io in qualche modo un po’ di strada l’ho fatta, se non altro per andare ad aprire la porta. Anche questo richiede un certo impegno. Bisogna avere voglia di farlo.
Siamo diversi. Quanto diversi. Tanto diversi. Non lo so. Le ricette più gustose prevedono abbinamenti contrastanti come il quadratino di castagnaccio con il rigatino arrotolato e messo in forno. “Assaggialo. Ti do anche il mio. Tanto posso mangiarlo di nuovo quando voglio. Ha un sapore speciale: dolce e salato insieme. Ma stanno così bene, non trovi?” E chissà perché la nostalgia ti prende sempre alle spalle. Così, all’improvviso, per un attimo, piccola e silenziosa ad immaginare altri volti, altri momenti. “Che bello. E’ stato tutto così naturale” mi dicesti. Anche se prima ci conoscevamo solo a parole.

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49 thoughts on “Oltre le parole

    • Un brindisi per ognuno degli assenti. Fai un po’ te. Poi c’è stata anche la “scuola” di brindisi perché ogni posto ha il suo modo di farlo. Insomma, te capì? Ogni scusa era buona :-)

  1. Montagna, mare, campagna….nulla importa.
    Importa stare insieme con serenità, allegria…condividere il cibo il vino, i dolci…parole e sorrisi.
    E in questo le mani…sono sempre piene.

  2. Anch’io lo preferisco, il lapis.
    Anche se lapis non mi sarebbe mai venuto in mente.
    Matita si, invece. Tutto a matita, anche le ferie agli operai.

  3. bella penna, per me tu ci provochi con quel “lapis” o con quelle altre parole che usate solo voi, tipo spengere la luce. Ma noi che siamo buoni ti lasciamo credere che la lingua vostra è quella giusta.
    :-)
    un abbraccio
    ml

    • AhAh! Ma ho ricercato:esiste! Che dici, solo in Toscana? E basta con questo lavar panni in Arno. non se ne può più. (e sai che gli anziiani lo chiamo “làpisse”)
      ricambio l’abbraccio :-)

      • no, non solo in toscana. paperino usava spesso il lapis e qui quo qua sono stati protagonisti di una storia sul baratto partita proprio da un lapis. il topolino che la contiene potrebbe essere degli anni ’70, forse fine ’60.

  4. Bello, Sandra. E io lo sapevo che sarebbe stato così, so anche che questo nostro scriverci e leggerci è un modo privilegiato di avvicinarsi, è una maniera di incontrarsi a metà strada e quando poi ci si trova nella vita reale si scopre che già un po’ ci si conosce.
    Mi dispiace non essere stata lì con voi, avrei voluto, è proprio ricco di tanta bellezza questo tuo racconto!
    Un bacio grande!

  5. Quanto sei bella, penna bianca-Sandra!
    Quando sei vera!
    Quanta “naturalità” è in te!
    Ti dico tutto questo con un sorriso.
    Io so che avrei trovata integro, fermo questo tuo modo di essere!

    Magico quel “lapis”!
    Magico veramente!
    Con poche parole, hai espresso moltissimo, ciò che conta davvero.
    (Io, non toscana, uso la parola “lapis”!):-)

    “Un brindisi per ognuno degli assenti.”
    Allora anche per me! Grazie!
    So che quel brindisi mi porterà fortuna!

    Ti abbraccio, cara
    gb

  6. beh il pensiero è tornato su di voi, dispiaciuto per non esserci, ma anche contento perché ero sicuro di una bella cosa. Siete persone, e questo basta, poi lo scrivere è un filo, serve a tante cose, ma soprattutto a dire. Voi c’eravate, ed io spero che ci sarà un’altra volta per esserci.

  7. Aspettavo questo resoconto, soprattutto dopo aver letto Edp. Sarebbe bello leggervi tutti, voi che c’eravate, e rubacchiare un po’ da ciascuno il sapore il questo incontro. Un abbraccio!

  8. Dopo aver letto Edp riscopro anche nelle tue parole un senso di delicatezza e ‘pulizia’ di questo incontro. Un momento conviviale, ma vissuto con un pizzico di attesa fino alla fine colmata con la voglia-non voglia di dare un volto a quelle pagine che ci nascondono. È confortante peró ritrovare in entrambi i post quel senso di piacere e serenità di un incontro ‘a sorpresa’ in quel di Toscana, a metà tra il verde dei boschi e la fluorescenza dei plasma!

  9. Non dimentichiamoci le Poesie scritte col lapis di Marino Moretti, che era di Cesenatico ma che visse anche a Firenze. Comunque lapis era un termine molto più usato una volta, dappertutto; oggi sopravvive.

  10. che bella immagine dei due giorni che avete passato insieme. e ti aggiungo che, a me, quella toscana sta iniziando a mancare davvero tanto, e non solo per l’incontro di un giorno…
    (p.s. bologna. lì bisognerà esserci solo per sentire come un blogger pronuncia la parola blogger, oltre che devi dirmi come fare a recuperare il -1)

    • Ma blogger bolognesi non ce ne sono in giro.!Guarda di scovarli. Per fare pari, devi organizzare un raduno nella tua città, partecipare a quello di bologna e scovarle un blogger bologneseo.Hai tutta l’estate per fare i compiti, ;-)

  11. Ho temporeggiato tanto prima di scrivere questo commento perché poi le giustificazioni sono sempre scialbe, stonate, mendaci e amare: “avrei tanto voluto”, non mi è stato possibile”, “beati voi”, “spero in un’altra chance”, “in fondo erò tra voi” etc. etc. …. Ma l’importante poi è esserci e non c’ero. Grazie per il brindisi in nostro onore.

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