Storia di un letto tondo e del coraggio

letto rotondo

Chissà se te ne saresti andata via prima da questo mondo e non dopo tre anni di coma irreversibile, se invece di un anonimo letto d’ospedale fossi stata nel tuo. Devo dire che quando vidi per la prima volta il tuo letto rimasi a bocca aperta. Avevo undici anni. Ricordo bene l’età perché ero in quinta e come premio finale di cinque anni passati insieme, decidesti di organizzare una merenda per i tuoi alunni a casa tua. Una casa proprio bella. Una casa particolare, con il tetto a punta, rivestita di pietre e legno ma soprattutto, una casa che ti eri interamente costruita da sola. Già… Avevi le mani d’oro.
Nella camera da letto di una casa particolare non c’era un letto normale: c’era un letto rotondo.
Quando sei bimbo non ti poni tante domande su dove potessi trovare lenzuola e coperte di quella forma, non esiste la praticità, quanto la bellezza di ciò che ti colpisce. E quel letto era proprio simpatico. Se penso poi che non avevi un marito, oggi che guardo indietro mi sembra ancora più simpatico quel letto. Anche se ho saputo che un amore ce l’avevi. Un marito no ma un amore sì. E a lungo.
“Ci vuole coraggio per finire, ci vuole coraggio per iniziare”. Mi diceva proprio ieri Pietro mentre camminavamo insieme nel bosco. Credo che il coraggio sia una delle qualità che più ammiro nelle persone. E non parlo solo del coraggio fisico. Parlo del coraggio di superare le prove con noi stessi, di guardare nel profondo, di girare intorno ad un letto senza spigoli e cascarci dentro. Il coraggio di dire ” meno male che ci sei” senza sentirsi deboli.
Fate largo ai coraggiosi! Io vorrei che guidassero il mondo. Sono quasi certa che nella loro testa parole come: sogno, speranza, futuro, non echeggiano a vuoto e che non loro cuore c’è un battito anche per gli altri, perché spesso chi è coraggioso è anche generoso.
Non so perché sono partita da un letto rotondo per arrivare al coraggio. A parte il fatto che un letto rotondo rotola per sua natura. Torna su se stesso. Chiude un cerchio. Ma non lo so. Sarà come per tutti i coraggiosi che ammiro. Anche loro in fin dei conti quando partono mossi dall’entusiasmo non sanno mica come andrà a finire. Dove andranno a finire. Ma partono.

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52 thoughts on “Storia di un letto tondo e del coraggio

  1. infrangere le “regole” dei luoghi comuni, meriterebbe un premio; spesso invece raccoglie parecchie incomprensioni e grandi manciate di pettegolezzi…
    ma chissene non ce lo metti?

    :-)

  2. sorrido e penso che mi piacerebbe ogni tanto guardare un letto tondo senza pensare immediatamente alle lenzuola. ma proprio non ci riesco, proprio no.

  3. bellissimo accostamento il letto tondo e il coraggio. Ce ne vuole per essere “sole” e farsi un letto rotondo. Avere la voglia di vivere fuori dagli schemi, accettare di essere “giudicate”. Cavolo che argomento hai innescato!.
    Buona serata, ci rifletterò.

  4. Mi affaccio timidamente a questo tuo bel blog leggendo un racconto che in parte mi appartiene. Avevo una cugina che si era fatta fare un letto tondo. Ero ragazzina e, quando l’ho visto, non ho pensato alle lenzuola o alle coperte su misura, ho pensato che era davvero strano, bello, esattamente come lei. Lei che, diventata mamma a 18 anni, era spaventata all’idea di averne 36 e un figlio già maggiorenne. Si chiedeva come sarebbe stata da vecchia. Non l’ha mai saputo.

    Buona serata.
    Marisa

  5. Sarebbe bello avere un letto tondo. Significa vivere in un’ambiente particolare, con tanto spazio a disposizione. Di solito la nostra vita invece è inscatolata, dominata da parallelepipedi, compressa per mancanza di spazio.

  6. Il coraggio delle proprie e libere scelte è una gran cosa…uscire dai luoghi comuni, nemmeno. Più è piccolo il luogo dove si abita più si è condizionati. In genere è così; il più forte è l’ambiente familiare…il non essere indipendente non ti consente di fare o di prendere iniziative personali.
    A me piace sognare, anche troppo…e devo dire che mi ha aiutato e aiuta tantissimo…

    A me il letto tondo non piace…ho bisogno del lato sarà l’abitudine…ma mi sembrerebbe di cadere…boh magari inizia a penzolare un braccio, poi l’altro; poi capita che una gamba si ritrova nel vuoto…l’altra la vuole seguire… e mi vedrei cadere come Fantozzi sulla poltrona…
    Però una cosa che ho sempre sognato e di poter vivere in un ambiente pieno di finestre….e soprattutto averne una fronte letto….
    Sospiro….
    …e chissà…

    Buonecose
    ciao
    .marta

  7. L’amore per la vita e la consapevolezza del proprio potenziale e dei propri sogni. Uscire dagli schemi senza necessariamente diventare ‘alternativi’ è un passo importante. È il coraggio di cui scrivi, la forza di saper che non si vuole rinunciare, il perseguimento degli obiettivi per quanto utopici essi siano!

      • Sei molto gentile e mi lusinghi. La verità è che tu parli di emozioni ‘semplici’ quelle belle che ci circondano e spesso vengono sottovalutate. È sempre un piacere soffermarsi in queste tue pagine!
        Buona serata. Lois

  8. E certo che ci vuole coraggio a non configurarsi negli schemi convenzionali.
    I particolari fanno la differenza, questo lo sappiamo già da bambini, e ne immagazzinando tanti che percepiamo dall’esterno, andando a formare il nostro archivio. Questa donna si è inserita bene nel tuo. Buonecose

  9. il coraggio, dici, non so, ti rispondo, non sono nato eroe io e nemmeno intrepido. ma forse il coraggio di cui parli è quello di Barbagallo in quinta elementare. nè bravo nè cattivo, barbagallo, piuttosto taciturno quasi scemo, e ne prendeva più che darne. Ma un giorno tornando a casa vede un barbone infreddolito e senza che questo chieda niente lui si sfila il cappotto e glielo dà. poi a casa dice che il cappotto l’ha perso forse gliel’hanno rubato, non l’ha più trovato nel corridoio della scuola. e il padre a prendere a cinghiate questo figlio deficiente che riesce a perdere anche un cappotto. e lui zitto, mai che gli passi per la testa di dire la verità nè a casa nè ai compagni, che non vuole che sia un vanto quello che ha fatto, doveva farlo e semplicemente l’ha fatto.
    Ecco forse Barbagallo, tu che mi dici del coraggio.
    ml
    (un sorriso, Sandra)

  10. Per me che dormo tipo uomo vitruviano, ma sono corta, sarebbe perfetto, mi ci inscriverei benissimo. Forse le lenzuola rotonde era più difficile trovarle quando facevi le elementari, ora si potrebbero comprare online…
    Quanto al coraggio, quello non fa dormire sonni tranquilli, ma credo che al risveglio, quando uno fa i conti con la realtà e con se stesso, paghi sempre. Baci pb!

  11. coraggio è una parola che una volta, una volta sola mi è mancato, ma basta perché la tua vita sia segnata per sempre…quindi ma più ho avuto paura dei miei sentimenti dei miei sogni del mio futuro delle mie scelte…oggi Sandrina mi hai reso un po’ triste ma come sempre mi regali consapevolezza…

  12. Quando ero piccola sognavo di avere un letto rotondo e una volta ci ho dormito, ma credo che sia perfetto solo se si dorme soli perché il bello è poter girare in tondo mulinando i piedi e cambiare l’inclinazione del cuscino per guardare il mondo da posizioni sempre diverse.

  13. Che bella questa maestra che apre la sua casa ai suoi ragazzi…si potrebbe fare oggi, con tutte le insensate regole e norme di sicurezza che ci legano mani e piedi e pensieri?…ecco, sì, il coraggio di fregarsene, di guardare oltre, attaraverso e, a volte, ce ne vuole tanto per riuscirci.
    E poi, oggi, Sandra cara, il coraggio è quello di Mario con la sua forca in mano che va avanti e avanti nel demolire la montagna e poi ha ancora un sorriso per volermi bene.

    • In verità si potrebbero fare poche delle cose che ho fatto insieme a questa maestra, compreso mangiare bigne al cioccolato da un vaso da notte il giorno di carnevale :-) Comunque sappi che quando penso alle persone coraggiose che conosco tu sei fra quelle. E che Mario continui così;-)

    • A dire il vero, alcune volte serve anche per tornare. Mi viene in mente il mio ritorno in italia dopo tre mesi passati a Cuba, ormai ere geologiche fa. L’importante però è partire, questo mi dico sempre, e vincere i condizionamenti e le paure. ciao :-)

  14. Il coraggio di essere se stessi a tutti i costi.
    Il coraggio di iniziare, di continuare senza sapere dove e quando si finirà.
    Il coraggio di finire.
    Sì. Il coraggioso è anche generoso.
    Chi ha coraggio possiede anche la vera umiltà, che apre agli altri.
    E’ molto bello leggere ciò che tu scrivi.
    Tu parli di qualcosa di “semplice e di “grandissimo” insieme.
    Tu porti il lettore verso sentimenti che, spesso, sono sottovalutati.
    Io mi fermo con grande piacere qui, da te!
    Grazie.
    Un sorriso speciale per te
    gb

  15. Il coraggio uno non se lo può dare, diceva il Don Abbondio Manzoniano.
    Invece il coraggio è una conquista e non una dote genetica. Può arrivarti all’improvviso e può lasciarti all’improvviso….
    :-)
    Bellissimo questo tuo scritto.

    • Dici bene anche secondo me è una conquista. Forse ci sono persone per temperamento più propense ad esserlo, ad agire senza paura ma può essere costruito nell’animo di ciascuno di noi. Grazie.

  16. Il coraggio di dire ” meno male che ci sei” senza sentirsi deboli.

    Oltre alla bellezza di questo tuo scritto e dei delicati ricordi ivi contenuti, hai centrato un punto grandemente importante: il fatto di non bastare a noi stessi e della bellezza (e del coraggio!!) di riconoscerlo.
    Premesso che siamo noi gli artefici della nostra felicità, che saremmo da soli? Quanto vuota sarebbe la nostra vita senza condivisione e relazione, insomma ….autarchica?

    Un abbraccio e buona giornata con un sorriso :-)
    Ondina

  17. Un letto rotondo sarebbe perfetto per me che non so star ferma nemmeno quando dormo!
    Il coraggio è una dote rara e io la ammiro molto quando riesco a trovarlo. Il coraggio non nei grandi gesti, ma nella quotidianità di chi non si arrende, di chi riconosce le proprie debolezze e fa fruttare le proprie doti e quelle degli altri. Bellissimo post, grazie, un sorriso grande…

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