Abbracciarsi

abbraccio

Io non ho paura. Non ho paura di chi sa abbandonarsi ad un abbraccio. Non ho paura di me quando mi abbandono ad un abbraccio. “Parli bene, a te viene naturale, ma io sono di un’altra pasta…” “Basta aprire le ali e rimanere con i piedi per terra”. Così si fa. E sentire il calore, la morbidezza, l’accoglienza.
Una volta ho abbracciato un palo. Forse lui non lo era, non voleva esserlo ma questo è quello che ho sentito. Un’altra volta ho abbracciato un sacco vuoto. Alcune volte abbraccio un albero. Ce ne sono un paio che mi chiamano a gran voce. Di solito lo faccio nel bosco ma ce n’è uno, una quercia, che si trova lungo la provinciale e quando la vedo non resisto, spalanco le braccia e l’avvolgo. Prima però guardo se passa qualche macchina. A volte, secondo me qualcuno è passato e mi ha vista, forse però di spalle e non mi ha riconosciuta.
E poi tanto tempo fa, quando incontro Alessandro che vive a Parigi e che non vedo da anni. Gli corro incontro a braccia aperte. Poi, quando torno da te, mi tieni il muso tutto il giorno perché secondo te gli ero corsa incontro più a seni dritti che a braccia aperte. Questo è quello che si vede quando si è troppo innamorati. E ti ricordi quel libro? S’intitolava “l’abbraccioterapia”? Chissà dov’è finito. In qualche trasloco dei miei vent’anni. Insieme al mio “ salutiamoci così. La carne è debole”.
Ma più di tutto è difficile abbracciare a distanza, abbracciare chi non c’è più. A volte possiamo farlo con le parole, con la gioia e l’entusiasmo che traboccano dentro di esse. Sentire una voce che è già calore.
Gli abbracci più impegnativi sono però quelli fatti con gli occhi, guardando una foto oppure un filmino. Perché gli occhi dopo un po’ non ce la fanno, diventano umidi e si perde la presa.
“Lasciami sempre libera di abbracciarti senza paura e senza un perché”. Questo avrei voluto dirti l’altro giorno quando, per un tempo indefinito, siamo rimasti così, arresi, petto contro petto come due amici che finalmente si ritrovano, come due superstiti scampati alla guerra, come due miracolati.

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67 thoughts on “Abbracciarsi

  1. L’abbraccio è la più sincera e sentita manifestazione di affetto, non solo verso le persone che amiamo, anche verso il mondo che ci circonda ed è importante per noi, come la tua quercia.
    E abbracciare con gli occhi chi non c’è più a volte è dannatamente complicato, è vero.
    Lo sai, mi sono commossa a leggere questo post.

    • Eh, sì, con l’abbraccio non puoi barare. Per questa cosa mi sento molto americana ( forse solo per questa). Loro si abbracciano parecchio. Anche per commuoversi comunque, ci vuole coraggio.

  2. L’abbraccio dovrebbe essere insegnato ai bambini, compresa la parola “ti voglio bene”. Difficili da adulti essere così spontanei nel farlo e riceverlo.

    Sono solita pensare: “se allarghi le braccia mi ci tuffo”. forse bisognerebbe saper nuotare. forse.

    Bel post!
    buona giornata
    .marta

  3. forse mi sbaglio (si legge con i propri occhi quello che scrivono gli altri), ma colgo una mestizia di fondo, una malinconia dettata dalla nostalgia o dalla sensazione di non essere capita (quei seni dritti rinfacciati, per esempio, che poi erano sacrosanti perchè, via, non si vive a compartimenti stagni e la fisicità anche puramente amicale, è qualcosa di globale). in ogni caso hai messo insieme parole belle e calde. grazie, ml

  4. Quando arriva la notifica di un tuo post, lo leggo col tempo della tranquillità, quello con cui si leggono le poesie e sono contenta perché so che leggerò parole che mi faranno sentire bene, che attingono a tesori di cose belle su cui abbiamo bisogno di soffermarci.
    Ho fatto di tutto perché le mie figlie imparassero che abbracciarsi è importante… e sugli alberi non potrei essere più d’accordo, se mai ti sorprendessi ad abbracciarne uno verrei a farti compagnia.

  5. Vero, abbracciare gli alberi è importante, però non l’ho mai fatto…. Mi piace l’abbraccio, e mi piace sentire il petto contro petto. Si sente il cuore. E’ che poi è difficile staccarsi….

  6. L’abbraccio è un atto che ha delle conseguenze: si esce dall’abbraccio diversi da come ci si era entrati, perché ci si è scambiati particelle di se stessi.
    Poche cose mi scuotono e mi coinvolgono come gli abbracci. Sono esperienze spesso indimenticate, che porto nella memoria del cuore e del corpo.
    Ci ho fatto un paio di post, io, sugli abbracci, uno proprio sulla campagna “free hugs” da cui è tratta la foto di questa tua pagina, allegandoci un video di una delle tante azioni che ho guardato e riguardato, lacrimandoci sopra parecchio.
    Una volta dissi ad una persona che mi era particolarmente cara: “ora capisco perché, pur essendo tu meno alto di mio marito o mio figlio, mi sembri più alto di loro quando ti abbraccio: perché tu non ti chini.”
    Il che avrebbe dovuto farmi capire tutto già da allora.

  7. mi piace mi piace mi piace….per me che ho una fisicità affettiva molto spiccata l’abbraccio è la massima manifestazione d’affetto d’amore liberta e amicizia!!! ripeto mi piace!!sopratutto mi piace abbracciare chi si è perduto ma si è anche saputo ritrovare… con un abbraccio si fondono le anime e i cuori.

  8. bello, fosse anche solo per la prima riga (“non ho paura di chi sa abbandonarsi ad un abbraccio”), ché è un universo già solo questa frase. bello perché abbracciarsi con gli occhi è intensità, intesa, empatia, a volte brivido. bello per l’armonia di quello che hai scritto. bello.
    però… ho un però. la foto. sarà anche un abbraccio, ma per me stona. io, quelli che abbracciano a mozzo la gente per strada, non li ho mai capiti, né mai sopportati più di tanto. sarà perché per me abbraccio è tutta quella intensità e profondità che hai descritto e che così mi piace, sarà perché abbraccio per me è anche fiducia, e la fiducia va conquistata piano piano, con delicatezza, a piccoli passi, a volte camminando sulle punte. sarà perché se, per un qualunque motivo, ho un diavolo per capello (raro che capiti, ma capita), se incontro un “abbracciatore” per strada, altro che abbracci e sorrisi, io quello lo mando a stendere… sarà tutto questo, ma a me quella foto stona.
    preferirei l’immagine dell’abbraccio all’albero. anche se capisco che non sia così facile immortalarla sulla pellicola…

    • Ecco. io una foto mentre abbraccio un albero ce l’ho, volevo quasi metterla ma poi ho pensato che Intesomale avrebbe detto che sono sempre la solita eco-freak (parola coniata da lui). Questa foto l’ho trovata sul web e mi è rimasta simpatica. Ce ne erano altre belle ma molto estetiche invece ne cercavo una dove si privilegiasse la spontaneità. Guarda che anch’io non lo so come la prenderei se mi abbracciassero per strada all’improvviso. Forse però riderei. Sì mi sa che riderei.

      • Io ho incontrato un ragazzo in strada che con un cartello “free hugs” e le braccia spalancate invitava ad un abbraccio. Era abbastanza evitato dalla maggioranza delle persone. io invece mi sono buttata tra le sue braccia, e sai perché? Non perchè avessi bisogno di farlo, ringraziando il cielo non mi mancano nè abbracci nè contatti fisici, ma perché è la rottura di una barriera, lo scardinamento della bolla d’aria che circonda oramai ogni individuo. Anche in una stretta di mano oramai ci si sente distanti, non parliamo poi dei falsi bacetti sulle guance. Le persone hanno paura di toccarsi, quasi fosse il preludio di chissà quale atto osceno. il corpo va usato, vivaddio! E se serve “osare” di abbracciare un perfetto sconosciuto in mezzo alla strada per invitare la gente a ragionarci su…. beh ovviamente ci sto!

  9. oggi siamo tutti carenti d’affetto? ho letto già un post da infondo al cuore anche sugli abbracci :D hai scritto un bel post amica mia…io adoro gli abbracci, ti fanno sentire protetta se è un uomo ad aprfirti le braccia se è un bimbo che abbracciamo gli regaliamo sicurezza……e adesso abbraccio te …….

  10. anche io -come il fratello adp, solo che io a differenza di lui il divaolo per capello ce l’ho spessissimo- sono parca di contatto fisico. lo tengo per le grandi occasioni; quelli che ti incontrano per strada, ti conoscono poco e ti abbracciano io non lo so, non li capisco. Sono cose preziose, da tenere care per me, e diffido di chi mi dice che non sono capace di abbracciare; mi stona ché la sento un’invasione, un giudizio verso di me; ma forse quel palo che hai abbracciato quella volta ero io e tu non lo sapevi neanche.

  11. L’abbraccio, libero, incondizionato, è ciò che più scalda il cuore ma anche ciò che più mi manca e che cerco disperatamente.

  12. Meraviglioso il tuo “aprire le ali e rimanere con i piedi per terra” … ed è altrettanto bello e importante lasciarsi andare all’affetto, al calore e alla condivisione di un abbraccio: fa tanto bene al cuore e non solo! :)

    E’ commovente questo tuo scritto, PB, brava davvero!
    Un abbraccio quindi :-)

  13. un abbraccio, il contatto fisico è in grado di svelarti il vero valore dell’amicizia, dell’amore, ma anche della fratellanza. A volte un abbraccio vale molto più di mille parole. In alcuni momenti, quelli che ci trascinano nei “buchi neri”, un abbraccio è fortificante e di grande valore.

  14. Oh se mi manca maledettamente non poter abbracciare chi non è più …. :(
    Però come dici bene tu cara PennaBianca gli abbracci speciali lasciano una traccia indelebile in noi e li possiamo “rispolverare” al bisogno, anche se però non basta mai e consola poco.
    Ti lascio un abbraccio, stamattina nevoso ma particolarmente caldo.
    Suanna

  15. … queste tue parole mi hanno fatto venire in mente il libro “Se ti abbraccio non aver paura” di Ervas, che sto leggendo in questo periodo. Non è facile, non siamo sempre disposti a permettere all’altro di oltrepassare la “bolla”, dentro la quale ci trinceriamo per paura che la nostra intimità sia violata… Io per prima, ammetto, di avere una certa difficoltà. Però riconosco che sia un gesto di protezione e di affetto…

    • Secondo me, fra strette di mano, sbaciucchiamenti, pacche sulle spalle l’abbraccio è il più bello ma forse, anche in virtù di quella bolla a cui accenni, necessita di parecchio coraggio. Il libro mi ha incuriosita. Ora ciaccio ;-)

  16. Scoprire questo blog su suggerimento a bassa voce di una amica, come si scopre quello scorcio che solo quelli del posto conoscono, ed inaugurare la conoscenza con questo post è vera fortuna! E un po’ invidia, per la capacità quasi solo femminile di dare voce ai sentimenti…Grazie, e complimenti per le cose che sai scrivere.

  17. Non è poi così frequente, nella blogsfera, di imbattersi in post così belli, e profondi, come questo, @Penny cara e, come qualcuno ha già scritto, si ha, nel leggerlo e lasciandosi trascinare dalle delicate immagini che lo compongono, come la sensazione di respirare qualcosa di pulito, di antico e indimenticato, di perduto forse …. di estraneo tuttavia alla volgarità e lontano assai dalla superficialità che contraddistingue i tempi in cui ci troviamo a vivere .
    Mi piace anche sottolineare i commenti di @Lois, di @Elinepal e di @Cri ( e per quest’ ultime due, non certo perchè esse sono due mie amiche a cui mi legano affetto e stima ) …. che corrispondono al sentimento che il tuo post ispira, e la parola “fratellanza” …. termine che sembrerebbe subalterno all’ amicizia ed all’ amore, e che invece – per come vedo le cose io – è il loro substrato !
    Convengo infine con te, quando dici che ‘abbracciare chi non ci sia più’ è la cosa più difficile da farsi, e non certo per carenza di affetto . Eppure, cara amica, io credo che quel tipo di abbraccio sia non soltanto possibile, ma ancora più intenso, più struggente …. poichè ad esso concorrono i mezzi più efficaci che possediamo : il cuore, l’ anima …. e la memoria ! :-)

    • I tuoi commenti, mio cavaliere, sono sempre generosi e pieni di sensibilità. Ti ringrazio di cuore perché per me queste sono due belle qualità. Potresti aprire tu un blog. Io ti ci vedo benissimo :-)

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