Fra palle e scatole

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A casa dei miei la scatola degli addobbi, più precisamente quella che contiene le palline dell’albero, è sempre la solita. La solita da quando ero piccola. Una scatola di cartone rigido, celestina, bordata di blu con una “M” Stampata sui quattro lati. Di sicuro avrà contenuto il panettone di una nota marca. La scatola si è conservata bene ma le palline nel tempo si sono rotte. Erano tutte di vetro. Alcune ancora oggi le ricordo benissimo perché erano grandi e colorate: il fungo, babbo natale, l’angioletto, il cuore. Della palline della mia infanzia ne è rimasta solo una. Una specie di torciglione in vetro. Una sorta di mix tra la riproduzione di un candelotto i ghiaccio e il corno dell’unicorno.
E’ una sopravvissuta e solo per questo, anche se non è troppo bella mi sta simpatica. Stavo facendo l’albero a casa di babbo e fra una chiacchiera e l’altra questo reperto storico mi è caduto di mano. Per fortuna, essendo di vetro pieno, non è andato in mille pezzi ma si è diviso solo in due. Mi sembrava davvero una cosa triste, allora ho preso la colla, una di queste colle prodigiose e ho riunito i due pezzi. La riparazione è diventata una linea quasi invisibile. Per un attimo sono stata tentata di ravvolgere il torciglione nella carta velina e di rimetterlo al sicuro nella scatola. Perché verrebbe fatto così riguardo alle cose a cui teniamo, che per un attimo credevamo perse ma che miracolosamente si sono rimesse insieme. Verrebbe da tenerle ferme. Senza toccarle. Tenerle lì. Sapere che ci sono e di questo gioirne ma senza fare mosse brusche perché qualsiasi gesto potrebbe sortire un effetto indesiderato e magari chissà, rompere di nuovo quel fragile incollaggio. Ma io non resisto. Non sono così. Non riesco a stare ferma, a non essere me stessa anche a costo di sbagliare, di non essere capita o semplicemente fraintesa. Non riesco a non vivermi le cose, ad apprezzarle, a gustarle, sentirmi fortunata, sentirmi contenta. A toccarle.
Il corno di vetro dell’unicorno adesso è lì, vicino ad una palla rossa di plastica . La scatola vuota è ritornata nello sgabuzzino. L’ho lasciata aperta. Anche lei avrà bisogno di un po’ d’aria. Anche le scatole si stuferanno ad essere sempre chiuse, anche se contengono bei ricordi, fotografie, parole, oppure oggetti preziosi come il corno dell’unicorno. Ogni tanto apriamole, non solo a Natale non solo quando è il momento. Guardiamoci dentro per vedere se quella magia resiste. Se la colla che ha unito i due pezzetti del corno di vetro dell’unicorno regge ancora.

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30 thoughts on “Fra palle e scatole

  1. Io sono cambiata nel tempo, ora mi piace circondarmi degli oggetti che amo, usarli e consumarli invece di saperli al sicuro in uno stipo o in un cassetto senza aver mai vissuto. Una volta buttavo ora aggiusto…
    Ps. Anche da me c’erano le stesse palline :D che tenerezza, vero?

    • In un periodo della mia vita mi trattenevo dal “tocchicciare”, credevo fosse giusto vivere mantenendo il bene della pace. Ma poi stavo male lo stesso e allora tanto vale. Meglio adesso.

  2. quanto è difficile spiegare questa cosa per cui le cose belle e preziose rimangono nel cassetto, “chè non si sciupino”, anziché uscire a testa alta e offrire la loro bellezza! un tempo forse valeva il senso della parsimonia, oggi, chissà. retaggio del passato? hai reso davvero l’idea…

  3. oggi no scrivo niente ma copio una frase del tuo scritto ” Ma io non resisto. Non sono così. Non riesco a stare ferma, a non essere me stessa anche a costo di sbagliare, di non essere capita o semplicemente fraintesa. Non riesco a non vivermi le cose, ad apprezzarle, a gustarle, sentirmi fortunata, sentirmi contenta. A toccarle”…<3

  4. Io ne ho ancora parecchie palline della mia infanzia e le metto sull’albero insieme a quelle nuove e sberluccicanti.
    Hai fatto bene a riparare il corno dell’unicorno e a metterlo in casa, perché ti accompagni in questi giorni di festa, perché la bambina che eri ancora c’è ed è giusto che il suo albero sia almeno in parte come era un tempo.
    Che dolce tenerezza questo post.
    Un abbraccio!

  5. c’è il senso del recupero, non mera conservazione; quel senso per cui le cose vanno tenute con cura e non gettate alla fine di un capriccio.
    Insomma il contrario dell’imbecillità del consumo compulsivo

  6. Anche io ho la scatola con le “M” a lato, quella del panettone di quand’ero bambino. Dentro c’è un po’ di tutto, i ricordi, il piacere e la bellezza di aspettare il Natale, con i suoi doni e le sue adunate.
    Oggi il Natale da grande non ha più quella magia, ma sono d’accordo con te, quelle scatole apriamole, apriamole sempre per essere noi stessi!

  7. Oh che tenerezza questo tuo ricordo. Ma dimmi, avrai avuto anche tu tra le palline in vetro soffiato il famoso cigno con la piuma al posto della coda? Era un classico dei “nostri” alberi. Ed hai fatto benissimo a non gettare via il tuo prezioso unicorno. E’ incredibile vedere come ci si attacchi di più alle cose del passato, con la maturità. Prima anche io ero per il “buttar tutto, subito!” Ora conservo tante scatole che definire obsolete è poco!
    Un saluto e tanti auguri di Buon Natale e di un sereno Anno Nuovo.
    Susanna

    • No il cigno mi mancava, avevo un uccellino (senza piuma però ;-).Mi piace raccomodare le cose dove si può ma in verità, non sono nemmeno una gran accumulatrice di roba. Grazie. Ricambio gli auguri.

  8. anche io conservo un uccellino di vetro di uno strano colore con la coda di piume ormai sconvolte. L’ho sempre adorato.
    Non conservo il servizio di piatti che mia mamma teneva con religiosa cura e che avrà usato dieci volte. Da ventidue anni è mio, lo uso spessissimo, voglio goderlo.

  9. C’ è, per ognuno/ognuna di noi, una scatola preziosa : la Memoria !
    In essa, riponemmo, con struggente cura, vecchie e bellissime palle di vetro, statuine di cartapesta, antiche foto ingiallite, matite colorate, ingenui diari d’ un tempo, sogni mai perduti, sorrisi nostri e lacrime, lettere d’ amore, volti e voci indimenticabili, emozioni sempre vive, sapori ineguagliabili, melodie di canti, batticuori d’ attesa, anse di fiume, vicoli attraversati camminando su ciottoli, scorci di spazi lontani, tramonti ruggenti, cieli stellati a sera ,,,,, Amori !
    Questa scatola, dolcissima @Penny …. non teme nè movimenti inconsulti nostri, nè l’ umidità, nè l’ usura, nè le stagioni inclementi, nè gli smarrimenti, nè la polvere ….
    Lei è sempre ‘come nuova’ e la sua veste è il nostro cuore : noi l’ apriamo, che sia Natale o un giorno qualunque non importa, e ne respiriamo, mentre tocchiamo con brivido quegli oggetti cari ‘ad uno ad uno’, l’ inconfondibile, perenne suo profumo ! :-)))
    Post Scriptum : dei tuoi auguri da @Sabby, che mi hanno commosso, voglio ringraziarti anche qui nel tuo spazio, dove – sia pure da poco – ho scoperto quanto sia dolce, e mai vano, pacatamente sostare …. trovando te ed i tuoi pensieri !
    AUGURI … @Penny …. ovunque Tu sia !
    @Cavaliereerrante …

    • Sei una persona di una gentilezza e di una generosità senza paragoni. Vorrei aggiungere anche ingenua e pulita che di questi tempi, se hai più di sei anni, è davvero una rarità. Buon Natale cavaliereerrrante ovunque il vento ti porti

  10. Leggendo il tuo post mi sto un po’ pentendo di non aver aperto, neanche quest’anno, quella scatola dove tengo i ricordi di natale ed anche il cigno bianco con la piuma per coda (si!). Non so perché lo faccio. Non per paura di sciupare, non per paura dei ricordi, non perché fatico a rimetterla al suo posto (ordinando accuratamente gli addobbi così come erano prima) ma perché mi impongo di “guardare avanti”. Per troppo tempo ho desiderato che le cose non mutassero (paura dei cambiamenti? paura di perdere le persone?). Oggi basta ricordi, preferisco i progetti.

    • E’ sicuramente sbagliato vivere di ricordi ma, secondo me, è altrettanto pericoloso fare come se questi non avessero mai avuto vita vera nel tempo. Falli prendere un po’ d’aria e poi rimettili lì, a posto. Secondo me, così faranno meno rumore.

      • Si è vero. Però non è questione di “rumore”, come ben lo definisci tu. Non ho paura dei miei ricordi peraltro quasi tutti belli. Il fatto è che ho passato quasi una vita ad accumulare ricordi cercando di fermare il tempo e le cose. Sto provando con fatica guardare al presente con la consapevolezza ch niente rimane uguale. Grazie comunque del bel pensiero e tanti auguri.

  11. No … ho ben più di SEI di anni, @Penny …. ma quella è l’ età del “fanciullino” ( ò Pàis …. lo chiamarono i miei antichi Greci … ^-^ ) che si agita dentro di me, parente stretto di quello che porti dentro Tu …. :-)))
    Mi piace la tua riflessione sul passato e sui suoi amatissimi ricordi . E – se me lo permetti, cara Amica – aggiungo che solo arrampicandoci noi sulle sue spalle possenti, potremo dall’ altezza vedere meglio, e con ben più profonda ampiezza, il FUTURO !!!
    Se invece lo cancellassimo, o se rendessimo il passato una gabbia in cui rinchiuderci coi nostri inutili rimpianti, allora sì che non vedremmo nè futuro nè presente …. e meno che mai la nostra, inesprimibilmente bella, anima ‘pellegrina’ !
    Così, ‘bianca’ @Penny, continua ad arricchire di gemme la tua scatola magica …. non c’ è niente di più prezioso per vivere pienamente e pacatamente felici la nostra errabonda e miope esistenza !

  12. Che bei ricordi, assomigliano molto ai miei ma tu, a differenza mia, li sai scrivere da dio, con tanta poesia e magia!
    Un carissimo augurio per delle Feste serene e belle a te e ai tuoi cari, PB, un abbraccio

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