Storia di foglie e di mani

“ No, no quest’anno niente farina” mi dice scuotendo la testa Mario del Vallone. Alle sue spalle un caniccio fumante sta essiccando quel poco di castagne che è riuscito a trovare. Ma niente di più. Niente commercio. Solo per la sua famiglia. Sarà stata la siccità della scorsa estate ma soprattutto, sarà dovuto all’attacco massiccio del cinipide galligeno del castagno che ormai sta infestando i boschi. La farina di castagne, qui in montagna dove non cresce il grano, è stata nei secoli passato l’equivalente della farina di mais per la pianura padana. Con la farina di castagne, che noi chiamiamo semplicemente ‘farina dolce’, i miei avi si sono inventati i piatti più disparati per renderla gustosa e meno noiosa possibile. Adesso, a parte nelle radici, nelle tradizioni, nelle feste, la farina dolce è comunque rimasta un simbolo, oltre che un piacere per il palato. Un simbolo che io esportai con discreto successo perfino tra i miei amici delle varie nazionalità quando da giovane studentessa abitavo alla casa dello studente.
Il cinipide galligeno (dal nome potrebbe risultare perfino simpatico) è un insetto originario della Cina. La femmina depone le uova sulla gemma del castagno la quale resta inerme fino alla primavera.Successivamente, la foglia si cistizza e forma come una specie di brufolone gigante, triste e orribile. La pianta per reagire all’attacco si debilita e produce pochissime castagne secche e prive di contenuto. La bella foglia lanceolata con la quale da bimbi facevamo i caschi di toro seduto intrecciandole tra loro (perché sembrano appunto penne) oggi assomiglia a un foglio di carta vecchio e accartocciato.
Le uova invisibili di un insetto fanno questo. Producono tanta distruzione. “Butta un bicchiere di aceto in una botte di vino buono” mi diceva il mio professore di filosofia” e quel vino diventerà imbevibile”. “Butta un bicchiere di vino in una botte di aceto e non farà alcun danno”.
Com’ è facile distruggere le belle cose! Quanto ci vuole poco! E a volte la colpa non è di nessuno. Non c’è una vera e propria volontà nel farlo. Quanto distruggono il silenzio, l’incomprensione, la poca chiarezza, la mancanza di coraggio. Quanto sangue esce dalle nocche di chi bussando ad una porta senza risposta insiste solo per sentirsi dire “grazie non vogliamo niente”. Ma per lo meno sapere che si è considerati, che c’è qualcuno. Ma tu insisti e forse sbagli. Allora magari ci tiri un calcio a quella porta e lo fai così per mettere merda su merda che in fondo quando si sta male siamo tutti più limitati. Com’è facile non riuscire a capire l’altro quando nemmeno lui ci capisce. Come facile sbagliare quando siamo stanchi, stressati, sfiniti da certi comportamenti. E intanto la bellezza se ne va. Senza accorgersene. Come le microscopiche uova del cinipide che da invisibili già stanno facendo danno.
Ieri notte ti ho sognato. Eri seduto sul gradino davanti ad una porta. C’era una festa, banchetti, gente, colori, bella luce, non ricordo altro. Poco distante da te una signora, sembrava una donna saggia tipo un’indigena del latinoamerica. Dopo un po’ che gironzolavo per la festa mi sono avvicinata.” Posso?” Ti ho chiesto. E mi sono seduta accanto a te. Ci siamo presi per mano. Né io l’ho cercata, né tu me l’hai cercata. Le nostre mani si sono venute incontro contente facendo metà strada per uno. “Cos’hai? Ti vedo un po’ strano…” Ti ho chiesto. “Speravo venissi prima qui da me.“ Mi hai risposto, vincendo la tua ritrosia per certe domande. “Ma io sarei voluta venire anche subito. Pensavo di darti fastidio!” Poi ti ho guardato negli occhi senza aggiungere altro. Senza vederci altro. Solo il bello di quello che ho visto la prima volta che ti ho incontrato.
Tifiamo per il toymus sinesis che è l’insetto antagonista del cinipide del castagno ad oggi l’unico rimedio possibile. La scorsa estate ne hanno buttati grandi quantitativi. A giorni in cielo sembravano nuvole. Nuvole di moscerini. Nuvole passeggere e stranamente amiche.

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38 thoughts on “Storia di foglie e di mani

  1. Bravissima Sandra, davvero nei tuoi racconti ci sono atmosfere magiche-filosofiche, anche quando il protagonista è un invisibile,ignobile, deleterio parassita. Brava davvero, complimenti! Emy

  2. Molto spesso le mani vivono di vita propria e sono in grado di esprimersi laddove le parole non hanno la capacità di esserci. Tu sei li, che cerchi di tenerle a freno e loro invece sono in grado di raccontare da sole tutto quello che non abbiamo avuto il coraggio di dire.
    Molto belle queste sequenze di spazi visivi, hanno la leggerezza di una poesia intrecciata ad un’emotività viva e riconoscibile, dove la fantasia (secondo me), c’entra ben poco! ;)

  3. Io penso che i piccoli gesti scaldino guariscano e diano attimi di pura felicità.
    Anche io sogno spesso le persone che ho amato. All’inizio mi destabilizzava ora cerco di rifugiarmi nel presente ma so che sotto la superficie coesistono tutti. Non riesco ad allontanarmi davvero da chi è stato importante, forse è un limite ma finchè non diventa tristezza posso sopportarlo. Un bacione :)

  4. mi hai riportato alla mente ricordi di vecchi sapori e profumi, di giochi col nonno che ci intrecciava le corone di foglie, di passeggiate tra i castagni, e insieme mi hai commosso ed emozionato… grazie

  5. Anche io sono una che batte, batte e batte e che non si rassegna. Batto per me ad un certo punto, mica perchè merita battere. Diventa un rito, un’abitudine e continuo, poi a volte mi accorgo che ho battuto per nulla, e sorrido di me, di quel battere che mi ha fatto compagnia. E ogni tanto ribatto un colpo, per ridere di me di nuovo. Chi si prede sul serio è perduto, e chi non apre le porte si prende sul serio. Magari questi pensano che battiamo per cercare loro, invece è noi stessi che cerchiamo.

    • Hai detto una grande verità edp ma sulla tua saggezza non avevo dubbi: “Chi si prede sul serio è perduto” . Sull’ultima parte confido in te che dei misteri della psiche ne fai un lavoro ma sono un po’ perplessa. Io di solito non cerco me. Cerco qualcuno che ha un nome e un cognome preciso.:-)

  6. Eccomi.. beh, si, particolare il fatto che abbiamo postato entrambi degli scritti che riguardavano le mani :) Ho trovato il tuo genuino e sensibile, le caratteristiche che apprezzo di più. Mi è piaciuto molto e ora lo rileggo!

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