Le mani addosso


Ci sono cose nella vita che uno non ha mai fatto e dà per certo che non farà mai (tipo, per me, lanciarsi da un ponte con l’elastico ) ma ci sono cose che non ha ancora fatto e non sa perché. Forse, non gli importava più di tanto o semplicemente, perché non gli era capitata l’occasione. “Questo è per lei”, mi ha detto l’altro giorno la direttrice di un’ elegante Spa di un noto centro termale ad un’ora da casa mia, porgendomi una busta. Le avevo fatto un piacere ma come spesso accade, uno di quei piaceri non quantificabili in denaro e che alla fine si fanno soltanto appunto per piacere e soprattutto, con normalità. Ma lei in qualche modo ha voluto contraccambiare. Nella busta c’era un invito omaggio a trascorrere un pomeriggio nel suo centro benessere.
A parte qualche bagno turco, sauna e c. sperimentati in Altitalia e le libere e selvagge messe a bagno nelle pozze calienti di acqua solforosa di Saturnia o di Petriolo, non mi vengono in mente esperienze simili. Intanto avevo fatto una borsa ricca e fornita come se andassi in piscina per una settimana e invece mi sono accorta che ti danno tutto, accappatoio e ciabatte comprese. Non so se mi sentivo più una sciccosa signora nullafacente o un’imbranata sprovveduta, solo che adesso fra me e me c’è un bel rapporto e mi faccio anche delle belle risate. Passa un tempo indefinito fra piscine, piscinette, docce fredde, docce calde, fumi di candele e di profumi. Passa anche la voglia di pensare, di leggere, di resistere. Passa che alla fine ti abbandoni esausta a quel vapore annichilente e la sensazione non è delle peggiori. “Prego, venga con me” mi dice sottovoce una voce maschile quasi per non rompere l’incantesimo. “Nel suo pacchetto è previsto anche un massaggio”. Ho sorriso a denti stretti come per dire “certo, ne ho fatti tanti, sono del mestiere”. E invece no. Non è mai successo. Naturalmente escludendo quelli fatti dalle mani di chi ti ama.
Non so se l’imbarazzo, la vergogna, il timore messi insieme possano essere misurati su qualche scala perché in quel momento avrei di sicuro superato il limite di guardia, ma ormai avevo deciso di stare il gioco e quando mi ha dato un perizoma usa e getta invitandomi cortesemente ad indossarlo, ho fatto come se ne mettessi uno tutte le ore. Quando è tornato nella stanza ero stesa su di un lettino con gli occhi socchiusi fingendo un dormiveglia poco probabile.
Potrei farle un massaggio ayurvedico, modellante, decontratturante, anti-stress, linfodrenante, quale preferisce? “Faccia lei. Basta che rilassi” mi sono limitata a dire. Per un attimo ho immaginato di alzarmi, mettermi l’accappatoio e uscire come un’attrice stizzita. Come del resto feci al terzo corso di nuoto appena l’istruttore disse: “ adesso andiamo nell’acqua alta”. Perché è un dramma. Io so nuotare, metto la testa sott’acqua, faccio tutte le cose che volete ma soltanto dove so che tocco. Non ci riesco proprio a vincere questa paura e non potete immaginare la gioia se qualcuno un giorno riuscisse a farmela vincere. Gli sarei riconoscente per la vita. Da sola non ci riesco, lo desidero tanto ma è più forte di me.
L’altro giorno però su quel lettino ci sono rimasta. Chissà come, ma ci sono rimasta. Ho sentito mani sconosciute percorrere il mio corpo, muoversi accarezzandolo con sapienza e destrezza, sciogliere nodi e drappi, dare piacere e dare piccole fitte di dolore, come dire qui c’è un nodo da sciogliere. Mi sono arresa a quelle mani sconosciute mentre la mia testa diceva “è tutto normale” e gli occhi si gonfiavano di lacrime. “Non ci credo abbia gli anni che mi ha detto” ha interrotto il silenzio, forse pensando che alle donne i complimenti fanno sempre piacere. “Ha davvero una bella pelle. Una pelle liscia come poche. Gliel’ha mai detto nessuno?”
A volte si affoga anche dove non c’è l’acqua alta.

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38 thoughts on “Le mani addosso

  1. Ma che bello! Ti leggo e sorrido per tutto il tempo. E alla fine c’è sempre una nota malinconica che da sola vale il prezzo del biglietto. Un po’ mi riconosco e un po’ mi diverte il modo in cui ti racconti. Pensa che qualche anno fa mi hanno fatto lo stesso regalo. È stato buffo perché si trattava di una sorpresa ed io ho risposto “va bene tutto, purché non mi mettano le mani addosso” puoi immaginare come ci sono rimasta e come mi sono arrampicata sugli specchi per non far restar male il donatore quando è saltato fuori che si trattava esattamente di quello. Poi mi sono lanciata e mi è piaciuto :)

  2. uhmmmm…che bella sensazione…cmq nell’acqua “alta” ti ci porto io non è cosi diverso che stare sospesi nel vuoto…basta lasciarsi andare e fidarsi di noi stessi… e tu lo sai fare… ;)

  3. sò che hai provato una bella sensazione, il massaggio è un estasi,ti senti in paradiso..io l’ho fatto con mani di un uomo e con quelle di una donna, ma ti confesso che indipendentemente dal sesso di chi lo fa…….io amo quel tocco di mani sulla mia pelle .D

  4. Non mi hanno mai attirato i centri benessere, mi troverei spaesata alle terme, ma ci andrei anche solo per la possibilità di sottoporsi a massaggi, chissà che una volta o l’altra non riesca a superare la mia ritrosia e la mia timidezza e trascorrervi una mezza giornata??

    Mi sono riconosciuta alla grande nella tua descrizione (a parte il fatto che io non so nuotare!)
    Un abbraccio, ciao

  5. A volte lasciarsi andare ci costa tanto e si è sempre diffidenti, ma poi il passaggio a volte è talmente lieve che anche per poco, ci consente di rasserenarci con “poco”!
    È semplice a conti fatti, ma per prendere il volo ce ne vuole ;)

  6. veramente la tua autoironia è portentosa. Io adoro farmi fare qualunque cosa. Potrei anche addormentarmi mentre mi lavano i capelli dal parrucchiere. Una volta lo feci, di addormentarmi, mentre – tieniti forte – un massaggiatore brasiliano mi faceva un massaggio shatsu. mi svegliò con dei colpetti al viso.

  7. anche io ho una certa riluttanza ad abbandonarmi alle manipolazioni di qualsiasi tipo…devo dire però che il massaggio ben fatto è davvero un piacere profondo.
    ammiccante la chiusa… :)
    un caro saluto e scusa la mia poca presenza ma è solo questione di tempo

  8. Avevo già lasciato un commento e lo ripeto in breve: mi è toccato di fare un massaggio in un centro orientale quest’estate, per una botta di cervicale. Anche io ho dovuto vincere la resistenza mentale di farmi toccare da mani di donna sconosciuta.
    Ma poi perché quei perizoma così piccoli, anche per gli uomini?
    :-)

  9. Un post, cara ( e brava ) @Penny, che mi appare sospeso fra l’ ironia toscana di buona matrice e la ricerca nostalgica dei valori immutabili dell’ esistenza con una pacatezza che, se non è felicità, ci somiglia assai . Una visione composta di poche, ma serene, certezze in cui anche il corpo, cessati gli assalti impetuosi della passione carnale, si abbandona, non senza un sincero pudore femminile che profuma di un tempo gentile ,,,,, a quel benessere fisico spesso inseguito e quasi mai raggiunto, se non ora … nella stagione della vita in cui tutto s’ indora, comincia ad avere un senso nel complicato puzzle, perde l’ ansia che non di rado ci smarrì, e da amaro rimpianto si muta in dolce ricordo …. come un sorriso sempreverde, convinto …. disteso !
    Una stagione nuova eppur antica, cara amica, quella che traspare dalle tue parole ( bellissima e rivelatrice, quella tua frase “lasciarsi baloccare” … ) e che Tu vivi non immemore, un nuovo cielo su di te dove le nuvole sostano leggere e presto vanno via … come un sogno colorato non più inquinato da un improvviso, inaspettato risveglio, come i balocchi sempre smaglianti riposti con amorosa cura nel solaio della tua mai dimenticata adolescenza .
    So, o almeno credo, che sei una Insegnante …. e mi dico : “fortunati i tuoi scolari …. per averti trovata così e ricevere da te se non tutto … una buona porzione del tuo intelligente, consapevole, dolcissimo sorriso” !

  10. Molto bello questo post. Al contatto fisico si reagisce in modo diverso: c’è chi si rilassa, chi si irrigidisce, chi diventa nervoso. Di sicuro non lascia indifferenti, forse perché è una forma di comunicazione primordiale alla quale non siamo più tanto abituati.

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