Disincanti di stagione


A volte con le persone si crea un’alchimia strana. Strana e bellissima nello stesso tempo. Una corrispondenza immediata che a fatica riesci a catalogare con le parole e quanto più, a trovargli un concreto spazio nella vita.
Una vicinanza immediata e naturale che un po’ ti sorprende, ma non più di tanto se pensi che in fondo, è solo la sorella della spontaneità.
Tutti questi ingredienti fanno sì che quella persona abbia una stellina sulla testa. Una stellina che credi rimarrà lì a farti compagnia, anche da lontano. Non tanto perché pensi sia una medaglia conquistata sul campo, quanto perché sia un riconoscimento così raro che solo poche persone possono sfoggiarlo. Allora che sia per un giorno, per un anno o per la vita intera vorresti veramente non perderla mai. Né quella persona, né quella stellina. Come se lo sfracellarsi al suolo di tutte le cose non la riguardasse e solo l’intensità del modo e non del tempo, le desse vigore.
Invece no. Accade. Accade che le brutture, le debolezze, il disinganno, la paura, tutte insieme si giochino la posta contro di te. Contro la fragilità di quella piccola palla di vetro che custodiva un cosa preziosa. Forse un bacio, forse l’anima di una persona, forse un attimo di bellezza e di amicizia. E la fa cadere con noncuranza.
Quando vedi a terra i vetri rotti non hai più scampo. Speri solo di riuscire a scansarne qualcuno per non farti troppo male.
L’altro giorno nel bosco ho trovato un bel fungo. Perfetto, bello tondo e cicciotello, pareva scolpito. L’ho colto e portato a casa ma quando l’ho tagliato per cucinarlo, ho visto che all’interno era tutto bacato e marcio. Ho provato a togliere via i pezzi buoni ma era praticamente impossibile. Tutto l’interno era stato contagiato dai piccoli vermi. Allora ho aperto il bidocino marrone, quello dell’umido e a malincuore l’ho buttato dentro, insieme a qualche buccia di mela, qualche lacrima, qualche brandello di carne.
Per fare un buon humus tutti gli scarti organici sono bene accetti. Non bisogna poi essere tanto sofisticati. Questo ho pensato per farmi coraggio.

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39 thoughts on “Disincanti di stagione

  1. C’è che quando la stellina sulla testa la mettiamo tropo in fretta e troppo grande poi è facile ingannarsi, perchè a volte quella stellina la mettiamo perchè ne abbiamo bisogno noi, mica perchè l’altro la merita. Altro che stelline, siamo tutti un po’ marci. Accidenti come sono maestrina, oggi. Ciao cara, guarda che questa è anche stagione di zucche, mica solo di funghi, e delle zucche c’è ben più da fidarsi, sono più stabili le zucche.

    • Ma il bello dei funghi é che bisogna cercarli mica crescono nell’orto. Una specie di caccia al tesoro naturalistica. E poi, anche delle zucche mica ci si può fidare tanto. Ce n’è di parecchie vuote…

  2. Chissà quante volte hanno staccato la stellina anche dalla mia di fronte… Non deludere mai chi conta su di noi è frutto di un’alchimia preziosa che è più di una magia. Le affinità elettive sono davvero poche…meglio perdonare salvando la parte sana del fungo o buttare tutto se l’infezione è troppo estesa. Bacioni

    • In un posto incantato qui dalle mie parti, c’è un osservatorio astronomico fra i più quotati della Toscana. Di solito è una méta immancabile per chi mi viene a trovare. Guardare il cielo è sempre emozionante e mi rasserena. A molti mette angoscia sapere quanto è grande lo spazio intorno a noi. A me sinceramente no. “Se potessi mettere l’intero sistema solare in questa stanza, la prima stella si troverebbe in America”. Così mi disse un astrofilo per spiegarmi con un esempio le grandi distanze spaziali. Quindi… chissà se le stelle così lontane esistono davvero. Quello che so per certo è che sono davvero belle e mi fanno compagnia.

  3. mi piace aprire la mia casella di posta elettronica e trovare la notifica che mi avverte che hai pubblicato qualcosa di nuove, e vengo a leggere sempre curiosa perche in ogni tuo racconto che nasca dalla tua fantasia dalla tua esperienza o dai racconti del tuo mondo quello che ti circonda, fa si che si abbia sempre un qualcosa sul quale pensare riflettere prima di tornare di corsa al nostro quotidiano…come sempre un analisi perfetta

  4. Nel mio cielo attuale…una pioggia di “stelline cadenti”!!!
    I funghi pieni di vermi meglio buttarli via…nel compost…possono risultare tossici!
    Grazie PennaBianca i tuoi pensieri e le tue riflessioni arrivano sempre in modo magicamente puntuale!!!!

  5. Ogni tanto, raramente purtroppo, capita di trovare qualcuno con una luminosa stellina in capo.
    Magari ci illudiamo solamente e poi ne rimaniamo deluse e amareggiate, ma credo che sia meglio rischiare di sbattere il naso piuttosto che rinunciare a priori per la paura di soffrire …

    Un abbraccio di solidarietà, ciao

      • Cara PB, non faccio calcoli nemmeno io, è la cosa che faccio meno in assoluto, ma centellino la mia confidenza e dò la mia fiducia a poche persone fidatissime. Anche se la delusione può essere in agguato sempre … :(

        Buona settimana cara PB, ciao :)

  6. Che brutto vedere la stellina cadere dal capo di chi consideravamo speciale. A me piace lasciare un margine di tempo e di spazio: magari la stellina non torna, ma vedrò crescere qualcosa di meno brillante e ugualmente carino.
    Però quando si vede il marciume, non c’è proprio scampo: bisogna lasciar andare, anche per non essere contagiati.

  7. La saggezza che permette di capire quando qualcosa si può ancora salvare o quando è invece da buttare è già un livello decisamente alto di saggezza. Salvare e buttare forse sono più adatti ad un fungo che ad una relazione di qualsiasi genere, ma lasciar andare qualcuno che non è più come avevamo intravisto, o immaginato o sperato, è una delle qualità che ho sempre sperato di acquisire. Quindi nonostante il disincanto puoi avere un bel motivo in più per apprezzarti.

  8. Finalmente passo di qui, molto in ritardo… Scoprendo un post che è un diamante prezioso. Che terrò stretto in mano come un diadema portafortuna.
    Sto finalmente uscendo dalla mia musata che mi ha lasciato labbra e gengive sanguinanti per troppo tempo. Scoprendo di avere ancora i denti sani, nonostante tutto.
    E oggi ti leggo. E mi viene voglia di abbracciarti.
    Sono davvero fatate queste consonanze di pensieri e sentimenti.
    Mi hai aiutata e incoraggiata tantissimo.
    Grazie.

    • Te lo regalo! Almeno a qualcosa è servito. Io invece sono ancora a leccarmi le ferite…perché lo schianto a terra è sempre doloroso anche se fai la capriola del paracadutista.

  9. Le stelle, cara e semplice e appassionata @Penny … distano in genere da noi “una miriade di anni-luce” … spazi di distanze che ci danno i brividi al solo pensarli !
    E poichè un ‘anno-luce’ è la “lunghezza” che la luce percorre in un anno alla velocità di 300.000 chilometro al secondo, alcune stelle sono così distanti da noi che il loro riflesso di vivida luce ci giunge soltanto ora in una pacata notte stellata, magari essendo esse ‘già morte’ da lunghissimo, incommensurabile tempo ! :-(
    Così la “stellina” di cui ci parli Tu …. può infrangersi cadendo a terra, può ridursi a frammenti così minuscoli che ci riuscirebbe impossibile conservarli, ma ad onta di ciò, nell’ anima nostra, la sua luce vive e vivrà ancora … poichè la materia di cui era composta è la stessa dei sogni, quel miscuglio di arcani, empatici e non riproducibili elementi che ci rendono e bello e appassionante e unico il nostro vivere …. pur nella sua fatale fragilità ! :-)
    @Bruno …

    Ps. La non prevedibile presenza qui di @Cri, di questa delicata, amatissima amica che saluto con rinnovato stupore …. è uno di quei frammenti di inspegnibile luce di cui, guarda caso, arcanamente parlavamo ! :-D

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