Attimi di bellezza, di unione, di felicità

“Dopo aver vissuto la guerra ciò che ci resta da vivere non può essere che dolce”. Era una frase che il protagonista di Bolero recitava alla fine del film. Il film ha 30 anni, la guerra quella vera grazie al cielo non l’ho vissuta però mi sembra di essere ogni giorno in trincea. 30 anni non servono solo a far invecchiare un film ma anche a vedere le cose da un’altra prospettiva e così frasi che potevano sembrarti deboli come: “stiamo al caso” o “ a Dio piacendo” diventano pilastri di una nuova filosofia di vita. Perché davvero hai sperimentato che la vita un pochino si dirige, si controlla, si programma ma solo per le sfumature.
Nelle mie giornate di adesso fatte talvolta asprezze e di pensieri mi piace incorniciare gli attimi come se fossero una boccata d’aria fresca. Come quando leggendo un libro sottolinei una frase che ti ha colpito, metti un fiore nel vaso, così, per bellezza.
Abbracciarsi forte come se fossimo due sopravvissuti. E godere di quell’abbraccio ricambiato tanto che nessuno dei due vuole staccarsi per primo. Abbracciarsi così succede di rado soprattutto se lo fai da una finestra aperta. Al primo piano chiaramente. Forse è il parapetto che dà le sue sicurezze. Perché prima c’era stato un abbraccio uguale ma era al terzo piano e quando me ne sono accorta ero già a terra viva per miracolo.
E poi c’era la mia mano nella tua. Ma non era scontato che accadesse. Ma è accaduto. E’ stato quello il modo in cui le nostre anime hanno scelto per sentirsi. Avremmo fatto l’amore e sarebbe stato bello come è stato ma senza quella mano aperta, morbida, accogliente non sarebbe stata la stessa cosa.
E ti guardo negli occhi a 150 metri di altezza attaccati ad una corda con sicura e moschettoni potresti essere mio figlio ma in quel momento sono io una bimba che ha bisogno di incoraggiamento e di fiducia. E ci riesci. E per una come me che ha sempre paura ad affidarsi è stata una bella prova. Mi guardi negli occhi e sorridi. E io che fino ad allora imprecavo contro la mia curiosità e la voglia di osare ricambio il tuo sorriso con orgoglio perché vedere il mondo da lassù mi ricapita solo se rinasco aquila.
E di me, di me quando medito. Fino a tre anni fa non sapevo nemmeno cosa fosse, né come si facesse. E poi tu me l’hai insegnato e io all’inizio l’avevo preso come un dovere un po’ noioso, poi come una sfida, poi piano, piano è diventato un piacere. Una mezz’ora con me stessa irrinunciabile. E quando mi riesce bene c’è un momento perfetto. Un momento nel quale la mente si ferma e si tocca uno stato di beatitudine e di estasi indescrivibile. Potrei dire un orgasmo finissimo se non sembrassi blasfema.
E poi c’è un attimo come l’altra sera quando ho spento tutto e mi sono messa sulla sdraio in giardino. Ho preso una birra frigo e ho alzato gli occhi al cielo. Un cielo così stellato non sì può nemmeno raccontare. Ve lo potete solo immaginare.

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12 thoughts on “Attimi di bellezza, di unione, di felicità

  1. E’ stupenda la riflessione che hai voluto condividere con noi: si sente che è assolutamente sentita e intensamente vissuta.

    L’amore e le relazioni d’amicizia (assieme alle loro manifestazioni anche fisiche) sono i motori della nostra vita,
    che vita sarebbe senza?

    Buonanotte, ciao

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