Gli amori muoiono di svariate morti

Gli amori muoiono di svariate morti ma tutte più o meno simili a quelle che accadono agli esseri umani. La più auspicabile è la morte per vecchiaia. L’amore procede il suo percorso naturale si evolve in crescendo fin dalla gestazione, vive di gioventù e sogni, di stabilità matura, di saggia vecchiaia e lentamente si spegne. Questo ciclo vitale è molto vario, quante varie sono le creature dell’universo. Si va dai due giorni della farfalla ai 120 anni della tartaruga marina.
Ci sono poi gli amori malati di malattie incurabili che muoiono dopo una lunga e lenta agonia. Il medico ha fatto la diagnosi nefasta, vediamo l’amore perdere forza, ripiegarsi su se stesso, respirare a fatica, ma non vogliamo crederci. Qualsiasi minima espressione di vitalità ci fan ben sperare. Passare da questo stato alla mummificazione il passo è breve. A volte succede che l’amore sia morto ma l’attaccamento sia così forte, la paura del vuoto inaccettabile e per alcuni, il computo dei beni materiali condivisi sufficientemente ardito, da volerlo vedere in vita a tutti i costi.
Poi ci sono gli amori che muoiono di morte violenta, spesso per mano di uno dei due, ma non è raro che ci sia un terzo incomodo, un mandante della famiglia a compiere lo scempio. Il dolore è allora lacerante, inaspettato, violento e solo confidando nella nostra forza d’animo e nel mistero della vita che si può tornare a respirare.
Quando muoiono gli amori fraterni è una strage familiare. Parlo di quegli amori che fanno la gioia della psicoanalisi dove la passione si tramuta nel tempo in affetto e la dolce metà diventa madre, figlia, sorella, padre, figlio, fratello: tutto in una persona sola. In quei casi, si compie una vera e propria carneficina.
Ma quello che mi commuove di più è quando muoiono gli amori considerati disdicevoli, quelli non socialmente accettati come tra persone dello stesso sesso o nelle coppie clandestine. Allora l’amore muore implodendo. Nessuno se ne accorge. Nemmeno un passante. Nemmeno il vicino di casa. Nessuno spreca una parola di conforto, una carezza, un sorriso perché per il mondo quell’amore non esisteva e forse per qualcuno non avrebbe neppure avuto la dignità di chiamarsi amore.

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25 thoughts on “Gli amori muoiono di svariate morti

  1. Ehi, questo è un testo importante. Sei uscita da te stessa e mostri un‘empatia che forse era la pennellata che andava aggiunta alla tua scrittura per renderla completa. Mi piace, se rebloggassi la gente ti rebloggerei. Cambia il titolo però, cacchio. Peccato fregare un titolo altrui per un pensiero così originale…

  2. Sarà una mia particolare disposizione di spirito, ma questo post mi ha fatto bene, come tutte le cose belle che aiutano a rendere meno inaccettabile il dolore.

  3. c’è una canzone di gianmaria testa, si chiama “preferisco così” sul silenzio di un amore che muore, senza spendere fiumi di parole. a volte gli amori muoiono in silenzio e forse non è un male. (ho una lacrima, comunque, accidenti).

  4. È un pensiero bellissimo, anche se doloroso. Molti di questi amori li ho vissuti e sono morti, molti li sto vivendo e chissà se…ma sicuramente, è un ciclo, dici bene.

  5. c’è una dolcezza nelle tue parole come per un senso di rispetto nei confronti di una persona cara che è mancata…così è l’amore quando muore…
    molto bello
    un sorriso da parte di una sopravvissuta a morte violenta
    :)

  6. Fortunatamente allo stesso modo nascono anche.
    Bel post e analisi perfetta.
    Io come metafora uso la data di scadenza.
    Ogni amore c’è l’ha impressa ma noi non siamo in grado di leggerla. Può essere domani, fra un mese o fra 50 anni. Te ne accorgi perchè il sapore diventa acido finchè ti rendi conto che è immangiabile…

  7. Ecco, dovrei guardare meglio l’etichetta! Sperando non sia contraffatta…:-) Sul sapore sono d’accordo con te. Basta avere il palato ancora sano, l’olfatto animale e soprattutto, non averci fatto troppo la bocca :-)

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