La voce del silenzio

Non so cosa ci possa essere nella voce di particolare, quanto di una persona possa arrivare, però accade. E’ un po’ come se fosse il nostro strumento musicale il quale, non solo si accorda con altri, ma emana vibrazioni. Belle vibrazioni per certe voci, stridori per altre. Ci sono voci accoglienti e riposanti di per sé, quelle voci che al solo sentirne il timbro o due parole ti abbandoni felice nel loro morbido abbraccio. Il mio medico omeopatico ha una di queste. “Vi parla la segreteria del dottor Negroni… ” Quando lo chiamo e sento la sua voce registrata in segreteria sto già meglio. Ha una voce terapeutica.
Non avevo mai pensato alla mia voce fino quando qualcuno o qualcosa me l’ha fatto notare.
Tempo fa, un amico mi chiese di leggere alcuni passi del suo nuovo libro durante la presentazione e a parte la dovuta emozione, la cosa venne così bene, tanto da ripeterlo altre volte e con altre persone. Premetto che non sono un’attrice, né ma ho studiato teatro. Si vede che mi viene naturale. Ricevo una telefonata per sbaglio e dopo i soliti riti di scuse e convenevoli riattacco. Dopo due secondi mi arriva un messaggio con su scritto: ”la scusa è banale ma la tua voce non lo è affatto. Buon Natale” (perché erano quei tempi). Sorrisi. E il mio narciso che è piccolo, piccolo si inorgoglì per queste due gocce d’acqua.
La terza goccia ce l’ha aggiunta Grazia, una signora che ancora non conosco di persona ma che sentendomi per telefono mi ha detto: “che bella voce suadente”. Lì per lì non avevo nemmeno chiaro il significato esatto di questo aggettivo. Per assonanza lo avvicinavo a “seducente”e non mi piaceva troppo. Poi il letterato in erba che è in me ha trovato il suo vero significato: carezzevole, flautato, lusinghiero, mielato, convincente.
Ci sono voci che non posso più sentire e che mi mancano tanto. E dico “non posso” relativo alla realtà ma anche all’oggettività di questa azione. L’altro giorno, rimettendo a posto nel pc e nelle foto ho trovato alcuni video. Ne ho aperto uno dove c’era la mia mamma. Ecco, finchè guardo uno foto imprimente ma statica posso resistere ma sentire la voce mi ha sconvolta. Ho provato a toglierla. Sopportavo. Ho provato a sentirla chiudendo gli occhi e mi sembrava di averla vicina.
Capisco perché si dice che se guardi un film horror senza audio questo non ti fa più paura. Ma io odio i film horror e questo esperimento me l’ho mai fatto.
Masaru Emoto, uno scienziato giapponese, ha fatto un esperimento molto suggestivo. Ha congelato gocce di acqua alle quali era stata fatta ascoltare un certo tipo di musica oppure, il suono di alcune parole. Bene, in base a ciò che avevano ascoltato, alla vibrazione alla quale erano state sottoposte, il cristallo si è creato in modi diversi. Per alcuni suoni, in modo spettacolare per altri, scomposto o non si è creato affatto.
Visto il fatto che il nostro corpo è composto per più del 70 per cento di acqua questo studio mi ha fatta riflettere.
Ci sono poi voci che ti piacciono per la loro inflessione dialettale. Una mia amica va matta par l’accento bolognese. Dice che è sensuale e divertente a prescindere e che è quando è depressa, fa un numero a caso mettendo lo 051 del prefisso solo per sentire due parole in bolognese.
Tempo fa, una persona mi disse che era bello sentirmi parlare e che avrei potuto leggergli anche le quotazioni in borsa e mi sarebbe stato a sentire per ore. Sorrisi.
Io invece avrei potuto stare in silenzio con lui per ore, sentendolo solo respirare.

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