Tempi di attesa e di guarigione

“Signora, riappoggi il piede a terra solo fra una ventina di giorni, non prima, mi raccomando. Nel frattempo faccia tutti gli esercizi proposti, i massaggi e la terapia”. Non capisco perché per le terapie fisiche siamo istruiti a dovere e abbiamo una sorta di vademecum da seguire mentre, per fratture più invisibili ma assai più dolorose, ne siamo sprovvisti. Parlo di quelle fratture che separano ciò che prima sentivamo parte di noi, che strappano via brandelli di carne e di sogno. Di solito ci si cura per tentativi, per indole, per istintività. A frattura avvenuta in questo caso non avviene una ricomposizione, quanto una più salvifica protezione. Una sorta di cura omeopatica attraverso la quale proviamo a suturare la ferita, almeno nell’immediato. Il tempo si sa, è un gran dottore. Basta farlo lavorare. Però mi domando, per quanto dovrà lavorare? Quanto dura la prognosi? Eh, sì, perché in mancanza di cartelle cliniche, di tempi terapeutici suggeriti, andiamo avanti d’istinto. La ferita non brucia più, sta cominciando a guarire. Tiriamo un sospiro di sollievo. Ma quanto è realmente guarita? Quando possiamo togliere la benda? A volte, basta inavvertitamente sbatterci contro uno sguardo per sentire ancora male. Altre, basta che cambi il tempo…

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2 thoughts on “Tempi di attesa e di guarigione

  1. Ma esiste un medico che cura questa malattia o vige il fai da te?
    Ho anch’io qualche cerottino da collocare….
    ciao

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