Archivio | febbraio 2012

Laundry express

 

Ammollo

Non ho guardato nelle tasche

e un biglietto svanisce

mentre gira

e ancora gira.

A far pulizia

si perde sempre

qualcosa d’importante.

 

90 gradi

Quella macchia

di zucchero riaffiora.

Sfrontata!

Non sa arrendersi

all’oblò della memoria.

 

Asciugatura

 Niente scirocco né maestrale

a scuotere umane convinzioni

in assenza di sole

mi arrendo ad una seccatura forzata.

 

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Il buongiorno si vede dal mattino

Stamattina mi sono alzata con l’impellente voglia di vedere se questo blog fosse sopravvissuto alla notte. Forse sto pericolosamente invecchiando, tant’è che mi sono venuti in mente i versi di una poesia di  Horacio Salas che s’intitola ”Vecchi  ”…è una gioia insolita il mattino/ un gusto che non posso spartire…” Più che constatarne la sopravvivenza, avevo in cuor mio quella vaga eccitazione che di solito prende da bambini, il giorno dopo Natale, nella paura che il regalo tanto atteso nella notte si sia smaterializzato.

Ricordo benissimo tutti  i miei regali di Natale ma, ora come ora, ricordo quando mia nonna per la mia comunione mi regalò Dora 64: una bellissima macchina da scrivere della Olivetti. Con questa metallica e ticchettante compagna di giochi, non solo ci passavo giornate, ma era il mio primo pensiero appena aperti gli occhi.

Da piccola sognavo di fare la maestra. Ne sa qualcosa mia sorella che ogni giorno tartassavo con giochi didattici consistenti in lunghi e noiosi dettati (naturalmente io ero la maestra). Con l’avvento di Dora decisi che da grande volevo fare la giornalista o la scrittrice o la scrittrice giornalista, insomma, lavorar di penna e di ingegno. Il primo desiderio si è realizzato, quindi in parte posso dirmi fortunata. Il secondo in pochissima parte ma posso dirmi di sentirmi ugualmente fortunata. Se fossi una mia alunna direi di me che ho buone intuizioni, sono versatile ma molto, molto dispersiva. Prima pensavo che saper fare un pochino di tutto fosse un buon credito, adesso penso che equivalga a saper fare quasi tanto di niente. Però, mi mantengo fedele a questa filosofia e sto bene.

Per esempio, la mattina appena sveglia (quando lavoro perché allo stato brado non fa testo), mi ero proposta di fare molte belle cose energizzanti per dare un buon inizio alla giornata. Ero partita con gli esercizi di tai chi (un quarto d’ora), passeggiata intorno casa e lauta colazione. Tutto si è ridimensionato, anche filosoficamente, e del precedente sano programmino, è rimasta solo la colazione che per me è fondamentale per un essere una creatura sufficientemente civile. Il resto consiste nell’accendere la radio, leggere l’oroscopo e rifare il letto che mi mette in pace con i mestieri di casa. Perché l’essere umano parte sempre bene e con sani principi, ma poi si defila?

Date e numeri

Oggi è il 25. Come numero mi piace. Secondo la smorfia napoletana, senza troppo fantasia è: “Natale”. Bel simbolo, comunque lo si veda. Di nascita, inizio, luce. Se mi fossi decisa prima ad aprire questo blog avrei potuto contare su una bella data palindroma 21.02 2012 . Ma se avessi aspettato ancora un po’, magari sarei arrivata al 28 che in Toscana è la data dei becchi e mi sarebbe piaciuta meno.
Io ho una discreta simpatia per i numeri, ereditata sicuramente da mia madre che ne aveva una predilezione quasi morbosa. Non c’era evento di famiglia, data o altro, che lei non giocasse al lotto. Ancora oggi che non c’è più, spesso cercando altro nelle sue cose, ritrovo un talloncino stropicciato del lotto con i numeri quasi invisibili . Mi propongo sempre di tentare la fortuna, almeno per rispetto, ma ancora non l’ho fatto. Al di là di questo, non posso dire che i numeri nella mia vita non abbiano avuto una certa costanza. Mia madre era nata il 19, stesso giorno di mio padre, i miei fratelli sono nati entrambi il 23 io e il mio compagno il 15. Poi il tempo passa e ti accorgi che a questi numeri non abbini più solo un evento. Il compagno diventa un ex. Il 23 si muore e pure il 15 anche se è il giorno del tuo compleanno.
Ho una recente ferita da taglio. Occorre solo tempo perché si rimargini e mi può essere di aiuto impegnare la testa in altre pulsazioni. Per fortuna posso muovermi e camminare. Provo a mettere qui i miei pensieri, magari si muovono anche loro. A volte, le cose nelle piccole e umane scontentezze sembrano immobili, ma c’è sempre qualcuno che inaspettatamente gira il calendario.